Pete Davidson cambia priorità: la figlia e il peso delle ex famose
Dalla paternità alle relazioni con Kim Kardashian e Ariana Grande, il comico ripercorre l’enorme attenzione ricevuta e difende il proprio lavoro.
La parte più impegnativa della sua vita, oggi, non sembra arrivare dal cinema o dalla televisione, ma dalla paternità. Pete Davidson racconta con entusiasmo le giornate trascorse accanto alla figlia Scottie, tra passeggiate con il passeggino e tentativi di strapparle una risata: «Tante battute vanno a vuoto. Se pensate che facessi fiasco al SNL, dovreste vedermi con mia figlia».
La paternità apre un capitolo nuovo
La bambina è nata dalla relazione più recente dell’attore, quella con Elsie Hewitt. Dopo anni trascorsi sotto osservazione per i suoi legami sentimentali, Davidson sembra ora concentrato soprattutto sul ruolo di padre, che considera il più importante tra quelli interpretati finora.
Sul piano professionale, intanto, il comico guarda ai prossimi appuntamenti. Tommy Karate, un thriller drammatico di carattere biografico, dovrebbe arrivare prossimamente nelle sale; inoltre ha concluso il lavoro su Wizards!, commedia diretta da David Michôd, e su Bitcoin, film dedicato alla criptovaluta e alla misteriosa identità del suo creatore, Satoshi Nakamoto.
Il lavoro finito dietro i pettegolezzi
A 32 anni, Davidson porta con sé una carriera costruita tra il Saturday Night Live, la conduzione del programma e collaborazioni con importanti registi e interpreti. Eppure, secondo quanto racconta in una lunga intervista a Variety, la sua vita privata ha spesso attirato più attenzione dei progetti ai quali ha lavorato.
Nel corso degli anni il suo nome è stato accostato ad Ariana Grande, Kate Beckinsale, Margaret Qualley, Kaia Gerber, Phoebe Dynevor, Kim Kardashian ed Emily Ratajkowski. Proprio questa successione di relazioni molto esposte lo ha spinto a chiedersi perché i riflettori si siano concentrati così insistentemente su di lui, mentre nello spettacolo molte altre persone hanno avuto esperienze analoghe.
«Guardate, lo capisco, ho frequentato molte persone. Ma lo hanno fatto tutti! In questo ambiente tutti vanno con tutti! Tutti! E per qualche motivo si sono concentrati proprio su di me e non posso compatirmi perché sono stato io a mettermi in quelle situazioni, ma lo fanno tutti gli altri. Avevo vent'anni», ha osservato parlando del clamore che lo ha accompagnato fin dagli inizi.
Kim Kardashian e una vita sorvegliata
L’incontro con Kim Kardashian avvenne sul set del Saturday Night Live, durante uno sketch in cui i due vestivano i panni di Aladdin e Jasmine. La scena si concluse con un bacio e segnò l’inizio di una relazione destinata a diventare uno degli argomenti più discussi dai mezzi di informazione.
Davidson ha spiegato che stare accanto a una figura tanto influente significava accettare una quotidianità fatta di guardie del corpo, inseguimenti dei fotografi e attenzione continua. Ha però sottolineato di aver apprezzato l’atteggiamento diretto di Kim e della sua famiglia, sostenendo di non essere mai stato spinto a partecipare a situazioni che non desiderava.
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L’attore ha anche ammesso che quel livello di esposizione era difficile da gestire, soprattutto in un periodo segnato da problemi personali e dall’uso di droghe. Nonostante le difficoltà, oggi dice di essere rimasto in buoni rapporti con Kardashian e di volerle bene. Con ironia, ha definito sé stesso uno dei «sopravvissuti» tra gli uomini che hanno frequentato una Kardashian.
Il conflitto con Kanye West
A rendere ancora più pesante quella relazione fu lo scontro pubblico con Kanye West, all’epoca ex marito di Kim Kardashian. Gli attacchi comparsi sui social e le minacce rivolte a Davidson raggiunsero un livello particolarmente acceso, fino al video animato di Eazy, nel quale una versione del comico veniva rapita e decapitata.
Davidson ha raccontato di essere rimasto turbato soprattutto perché aveva sempre parlato apertamente delle proprie difficoltà personali. Pur definendo quella vicenda molto dura, ha provato a considerare anche la posizione di West, citando il lutto per la perdita di un genitore e le pressioni che possono derivare dall’essere circondati da persone interessate alla propria fama.
Secondo il comico, l’insistenza degli altri e l’assenza di un autentico sostegno possono spingere una persona a reagire in modo estremo. Con un tono più leggero, ha poi detto di pensare di aver assorbito una parte di quel clamore al posto dei futuri compagni di Kim, rendendo forse meno difficile per lei tornare a frequentare qualcuno.
Ariana Grande sotto osservazione
Nell’intervista c’è spazio anche per il dibattito sull’aspetto fisico di Ariana Grande, tema che negli ultimi tempi ha alimentato continue supposizioni. Davidson, che con la cantante ha avuto una relazione molto seguita, considera ingiusto trasformare il corpo e l’immagine di una persona in materia di discussione permanente.
Pur ritenendo Grande abbastanza forte da affrontare questo genere di pressione, l’attore ha definito l’attenzione nei suoi confronti «assurda» e ha chiarito di non apprezzare affatto quel comportamento. Il suo auspicio, anche attraverso il racconto delle relazioni passate, è riportare il focus sui progetti artistici e sulla vita che esiste oltre i titoli dedicati alle sue ex.
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