Pedro Almodovar entra nella narrativa con un romanzo
Il libro segue Flavio Guijarro, lettore instancabile che riscrive le opere amate e vola per ritrovare l’ispirazione.
Pedro Almodovar ha esordito nella narrativa con «L’uomo che scriveva soltanto sugli aerei», romanzo in uscita in Spagna il 29 ottobre.
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Le storie prima del romanzo
Il rapporto tra esperienza e invenzione accompagna Almodovar fin dall’infanzia. Nato nel 1949 a Calzada de Calatrava, in Castiglia-La Mancia, il regista ricorda la madre mentre scriveva lettere per alcune vicine analfabete, aggiungendo talvolta elementi immaginati.
Da bambino, invece, raccontava alle ragazze impegnate nelle lezioni di cucito i film visti insieme alle sorelle, arricchendoli con sviluppi creati da lui. «La realtà è incompleta e, per essere più vivibile, bisogna riempirne i vuoti», ha spiegato l’autore di «Tutto su mia madre».
Prima del romanzo, il cineasta, sceneggiatore e produttore, due volte premio Oscar, aveva già pubblicato sceneggiature e raccolte di testi. Tra queste figurano «Fuego en las entranas» del 1981, «Patty Diphusa» e «El último sueño» del 2023, opera frammentaria tra autobiografia e invenzione.
Un libro dentro altri libri
Il nuovo volume, pubblicato da Reservoir Books, marchio di Penguin Random House, conta 256 pagine. Al centro c’è la convinzione che la narrativa possa modificare ciò che racconta e offrire una nuova forma alla realtà.
Almodovar difende anche la pratica della narrativa dei fan, con cui lettori e spettatori prolungano vicende e mondi che non vorrebbero abbandonare. «La buona fiction deve essere eterna», ha detto, spiegando il piacere di continuare una storia oltre la sua conclusione.
L’opera non segue un percorso lineare: intreccia memoria, lettura, scrittura e immaginazione in una struttura a incastri. Due grandi relazioni sentimentali attraversano il racconto, insieme a molte altre storie che si aprono l’una dentro l’altra.
Il protagonista e le sue ossessioni
Flavio Guijarro ha cambiato numerosi mestieri: è stato disegnatore, musicista, designer, studente di psicologia, attore e cameriere. Il successo arriva come formatore di interpreti, ma la sua vera fissazione rimane la letteratura.
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In aereo legge senza sosta e riempie di appunti i libri, i margini e perfino i sacchetti destinati ai passeggeri in caso di malessere. Una volta a terra, però, la vena creativa si spegne: per riaccenderla, Flavio arriva a prendere nuovi voli e a scrivere nuovamente in quota.
Il personaggio modifica i testi che ama, li mescola con altre trame e ne immagina il seguito. Almodovar lo definisce «un ladro di idee», trasformando questa appropriazione in un gesto di desiderio e in una ribellione contro la fine delle storie.
Trame, ricordi e uscita
Tra gli episodi narrati c’è un seguito immaginario di «Blade Runner», collocato in una Madrid del 2099 segnata dalla desertificazione e dalle guerre civili. In quel futuro, uomini e androidi transgenici osservano i film classici per comprendere una civiltà ormai scomparsa.
Un altro percorso rielabora «I quaderni di Aspern» di Henry James e lo accosta a Vladimir Nabokov, George Orwell, a un’asta per un fazzoletto insanguinato appartenuto all’autore di «1984» e alla ricerca di un’opera erotica perduta.
Il romanzo comprende inoltre il monologo sulla relazione tra un regista e un uomo dipendente dall’eroina, il ricordo degli abusi e della scoperta della sessualità in un collegio religioso, oltre a una performance artistica destinata a provocare discussioni.
La vicenda personale di Flavio finisce per penetrare nelle storie che inventa, mentre quelle invenzioni cambiano il suo modo di leggere la propria vita. Il libro sarà disponibile in Spagna dal 29 ottobre.
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