13.000Lettori online ora
Lifestyle 2 min di lettura6 ore fa

Parma, 76 ritratti e una domanda: cosa raccontano gli sguardi delle donne

A Palazzo del Governatore la mostra della Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea riunisce opere da Van Gogh a Modigliani e celebra la libertà femminile

Gli sguardi delle donne diventano il filo conduttore di un viaggio tra arte, identità e libertà. A Parma, Palazzo del Governatore ospita “Lei – Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani”, esposizione costruita con 76 opere provenienti dalla Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma e visitabile fino all’8 marzo 2027.


Un museo oltre le proprie mura

Il progetto occupa 14 sale e riunisce dipinti, sculture e opere capaci di mostrare come la figura femminile sia stata osservata e interpretata tra Ottocento e Novecento, in Italia e in Europa. Alcuni lavori arrivano per la prima volta al pubblico perché sono entrati da poco nella collezione romana.

La direttrice della Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea e co-curatrice, Renata Cristina Mazzantini, ha spiegato che l’iniziativa nasce anche per dare concretezza a Museo Migrante, progetto pensato per portare le collezioni fuori dalla sede capitolina e renderle più accessibili a comunità e territori diversi. «Il museo non trasferisce soltanto le proprie opere, ma propone un’idea espositiva più ampia, con una precisa funzione culturale e pedagogica», ha detto Mazzantini.


Donne, arte e libertà

La mostra si inserisce inoltre nelle celebrazioni per gli 80 anni dal riconoscimento del voto e dell’eleggibilità femminile in Italia. Per questo il percorso non si limita alla storia dell’arte: affronta anche l’evoluzione dei costumi, il concetto di bellezza e la ricerca di autonomia di donne che hanno scelto di non lasciarsi definire dallo sguardo degli altri.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Cesare Biasini Selvaggi, co-curatore dell’esposizione, ha descritto il percorso come una sequenza di incontri tra gli occhi degli artisti e quelli delle protagoniste raffigurate. «È una storia di donne, di bellezza, di indipendenza e di libertà», ha sintetizzato, sottolineando il legame speciale che molti grandi autori hanno costruito con le figure femminili vicine alla loro ricerca.


Da Boldini a Marinella Senatore

Tra i lavori esposti compare la Marchesa Casati di Giovanni Boldini, immagine di una personalità che sembra fondersi con l’energia e l’eccesso della pittura del suo tempo. Il percorso propone poi le forme più raccolte e solide di Felice Casorati, accanto a presenze di artisti come Vincent van Gogh, Pablo Picasso e Cagnaccio di San Pietro.

Non tutti i lavori adottano la struttura tradizionale del ritratto. L’arazzo di Marinella Senatore, per esempio, richiama la dimensione femminile attraverso un linguaggio differente, mentre Francesco Vezzoli è rappresentato da una lacrima ricamata dedicata a Gloria Swanson. Proprio quel segno di pianto accompagna idealmente il finale della mostra, chiudendo un itinerario in cui gli sguardi diventano memoria, complicità e forma di resistenza.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere