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Lifestyle 1 min di lettura4 giorni fa

Milano, 80 anni di svolte: cosa resta da conquistare per le donne

Fotografie, testimonianze e linguaggi contemporanei ripercorrono a Milano le conquiste femminili dal 1946 alle sfide ancora irrisolte.

A Milano, una nuova esposizione ripercorre otto decenni di cambiamenti nella vita delle donne italiane. Il progetto parte dal riconoscimento del diritto di voto e arriva alle domande ancora aperte su libertà, parità e autodeterminazione.


Un percorso tra diritti e trasformazioni

«LIBERE! 1946-2026. Le conquiste delle donne» è stata ideata e curata da Renata Ferri per iO Donna, con la collaborazione di Gallerie d’Italia – Milano. L’allestimento riunisce immagini provenienti da archivi storici e ricostruisce il cammino sociale e culturale compiuto dalle donne in Italia.

Il racconto attraversa l’ingresso femminile nel mondo del lavoro, la crescita del movimento femminista e le mobilitazioni legate al divorzio e all’aborto. Accanto alle battaglie collettive trovano spazio figure che hanno contribuito alla storia della cultura, della ricerca scientifica, delle istituzioni e delle arti.


Le immagini custodiscono la memoria

La mostra, realizzata con RCS MediaGroup e sostenuta da Gallerie d’Italia, sarà visitabile a Milano, in Piazza della Scala, dal 26 settembre al 7 gennaio 2027. Il progetto si basa sui materiali di Publifoto Intesa Sanpaolo, Contrasto e Paola Agosti, oltre che sull’opera «Ruoli 1974-1980» di Marcella Campagnano.

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Le fotografie documentano momenti diversi della storia femminile, dalle trasformazioni della quotidianità alle manifestazioni nelle piazze. Tra i materiali è presente anche una testimonianza del corteo dell’8 marzo 1969 a Milano, immagine di una stagione di partecipazione destinata a lasciare un segno.


Il presente riapre il confronto

A completare il percorso è la proiezione «Del corpo delle donne», realizzata da sette artiste contemporanee. Attraverso forme visive differenti, il lavoro affronta la rappresentazione dei corpi femminili e il peso degli stereotipi culturali.

Il passaggio alla contemporaneità amplia così il significato dell’esposizione: la memoria delle conquiste diventa anche uno strumento per osservare ciò che ancora manca sul terreno della parità e della libertà delle donne.

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