Meghan, l’allarme sul padre riapre il caso: «Proteggo i miei figli»
Le nuove accuse nelle Filippine scuotono la famiglia Markle e spingono la polizia britannica a riesaminare la gestione di una segnalazione ricevuta nel 2019.
La distanza tra Meghan Markle e suo padre Thomas torna al centro dell’attenzione dopo nuove accuse relative a presunti contenuti illeciti trovati nelle Filippine. La duchessa ha spiegato di aver tenuto lontani Thomas e i suoi figli per proteggerli, mentre la polizia britannica ha annunciato una revisione delle decisioni assunte dopo una segnalazione ricevuta anni fa.
Thomas Markle ammette di aver pagato alcune donne durante i suoi viaggi nelle Filippine, ma respinge con decisione qualsiasi coinvolgimento con minorenni. Ha inoltre sostenuto che i dispositivi informatici analizzati potrebbero essere stati alterati o utilizzati da altre persone.
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Meghan rivendica la scelta sui figli
Dopo la diffusione delle notizie, Meghan si è detta profondamente turbata per la possibile presenza di minori tra le vittime delle accuse. Il suo pensiero, ha fatto sapere, va ai bambini che potrebbero avere subito danni.
La duchessa ha ribadito che la rottura con il padre non sarebbe stata provocata dalle ricostruzioni pubblicate negli anni, ma dalla volontà di tutelare Archie e Lilibet. «La distanza da mio padre e la mia scelta di non permettergli di avere contatti con i nostri figli hanno una sola ragione: proteggerli», ha dichiarato, ricordando di avere confidato nell’intervento delle autorità anche per le altre famiglie coinvolte.
Il figlio accusa e poi chiede scusa
Le accuse sono state rese pubbliche da Thomas Markle Jr., che ha riferito di avere trovato nella casa del padre a Cebu City materiale con immagini e video raffiguranti presunti abusi su minori. Una delle immagini sottoposte a verifica mostrerebbe, secondo l’accusa, un uomo somigliante a Thomas Markle insieme a una ragazza che apparirebbe minorenne.
Il padre di Meghan nega di essere la persona ritratta e definisce le contestazioni prive di fondamento. Ha raccontato di essere stato nelle Filippine almeno due volte da scapolo e di avere pagato per rapporti sessuali, ma ha affermato: «Non ho mai avuto rapporti sessuali con nessuno di età inferiore ai 18 anni».
Thomas Markle Jr. sostiene di avere consegnato alla polizia una grande quantità di elementi e attende che gli esperti completino gli accertamenti. Dopo aver difeso per anni il padre, ha anche rivolto le proprie scuse a Meghan, ammettendo di aver sostenuto la persona sbagliata e dicendosi ora consapevole delle ragioni che avrebbero portato la duchessa a interrompere i rapporti familiari.
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I dubbi sui computer sequestrati
Thomas Markle ha dichiarato di non avere utilizzato il vecchio computer e il telefono da quasi due anni. Secondo la sua versione, i dispositivi erano stati imballati in Messico e spediti via nave nelle Filippine; l’uomo ha aggiunto di aver chiesto più volte al figlio dove fossero senza riuscire a recuperarli.
Per questo motivo, il padre di Meghan ritiene possibile che il materiale sia stato inserito da qualcun altro. Ha negato ogni accusa di pedopornografia e ha detto di voler fare tutto il necessario per dimostrare la propria estraneità. La sorellastra di Meghan, Samantha Markle, ha invece difeso il padre e ha attribuito le accuse del fratellastro al risentimento seguito alla sospensione del suo sostegno economico.
La segnalazione rimasta senza seguito
Meghan ha raccontato di avere ricevuto nel 2018 una lettera contenente accuse molto gravi contro il padre. La Metropolitan Police ha confermato di aver preso in carico una segnalazione nel gennaio del 2019, otto mesi dopo il matrimonio della duchessa con Harry, e di averne informato la coppia attraverso i responsabili della sicurezza.
La missiva sarebbe stata inviata da una persona vicina a Thomas Markle, identificata da alcuni mezzi di informazione nella sua prima moglie Roslyn Loveless, madre di Samantha e Thomas Markle Jr. La polizia ha esaminato il contenuto, ma le informazioni non sarebbero state trasmesse ad altre forze dell’ordine.
Poiché i presunti reati sarebbero avvenuti all’estero, la polizia britannica non disponeva di competenza diretta per condurre l’inchiesta. Ha comunque annunciato un riesame delle decisioni adottate all’epoca e potrebbe sottoporre il proprio operato all’Independent Office for Police Conduct, l’organismo che vigila sulle forze di polizia in Inghilterra e Galles.
Una persona vicina a Meghan ha descritto la duchessa come sconvolta e frustrata: avrebbe seguito l’indicazione di non parlare pubblicamente, confidando nelle rassicurazioni ricevute. Angela Rayner, ministra britannica responsabile dell’edilizia abitativa, ha espresso solidarietà alla duchessa e ha sottolineato la difficoltà di affrontare una vicenda familiare tanto dolorosa sotto l’attenzione costante del pubblico.
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