Ricky Memphis, il padre oltre la corazza: «Nessuno mi rappresenta»
In Estranei interpreta un maresciallo pieno di pregiudizi, mentre nella vita parla dei figli, del rifiuto della politica e della fede come punto fermo
La divisa del maresciallo Bodini nasconde un uomo molto diverso dal personaggio che porta sullo schermo. Ricky Memphis si descrive come insicuro e inquieto, incline a mille timori ma capace di affidarsi all’ironia per alleggerirli. Nella serie Estranei, in onda su Rai2 il venerdì, interpreta un investigatore costretto a mettere in discussione le proprie convinzioni.
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Un maresciallo costretto a cambiare
La storia è ambientata a Correggio, nella Bassa emiliana, dove la scomparsa di Camilla e Manraj, due giovani appartenenti a comunità diverse, rompe l’equilibrio del paese. A guidare le indagini è Laura Macchi, carabiniera negoziatrice interpretata da Elena Radonicich, mentre Bodini si trova a lavorare al suo fianco.
Il personaggio parte da posizioni misogine e razziste. La sua ostilità verso Laura nasce anche dal timore di essere superato nel comando, ma il fatto che a prendere spazio sia una donna rende il conflitto ancora più forte. Nel corso degli episodi, tuttavia, il maresciallo riconosce i propri errori e sceglie di cambiare direzione.
Memphis racconta di essere attratto soprattutto dalla dimensione psicologica delle storie investigative: lo interessano i colpevoli, i meccanismi che guidano gli assassini, la profilazione e l’atmosfera del genere. La serie affronta inoltre il rapporto tra la comunità italiana e quella sikh, coinvolgendo anche alcuni membri di quest’ultima nelle riprese.
L’amore che fa paura
Lontano dalla corazza dei suoi ruoli, l’attore parla soprattutto del legame con i due figli, un ragazzo di 20 anni e una ragazza di 13. «Sono un padre innamoratissimo dei miei figli», racconta, spiegando di cercare di essere presente nonostante il lavoro lo porti spesso lontano da casa.
Memphis prova a non mancare agli appuntamenti importanti: dalla scuola ai saggi, fino alle gare di ginnastica e agli incontri di pugilato frequentati dal figlio. Il ragazzo studia Architettura all’università, mentre la figlia ha cominciato il liceo artistico e sta già valutando un cambio verso Scienze Umane.
La difficoltà più grande, dice, non riguarda tanto la gestione quotidiana quanto le paure che accompagnano ogni genitore. Quando i figli escono, immagina i possibili pericoli e teme che possa accadere loro qualcosa. Si definisce potenzialmente molto protettivo, ma prova a non trasferire queste ansie ai ragazzi, anche con l’aiuto della moglie.
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Parlando del femminicidio presente nella prima puntata, sottolinea l’importanza di educare i giovani al rispetto, alla parità e alla libertà dell’altro. A suo giudizio, una relazione sana deve insegnare che amare significa anche accettare un rifiuto e riconoscere all’altra persona il diritto di scegliere.
«Nessuno oggi mi rappresenta»
L’attore non si riconosce nelle categorie politiche tradizionali. Spiega di valutare i programmi e di osservare poi se chi li propone prova davvero a rispettare gli impegni, senza sentirsi però legato stabilmente a uno schieramento.
La sua posizione è netta: «Non c’è nessuno oggi che mi rappresenti». Memphis ricorda che da ragazzo era inserito in un ambiente romano vicino alla cultura di sinistra, soprattutto per il contesto del quartiere e per le frequentazioni, ma respinge l’idea di essere stato un militante convinto.
A Monte Mario partecipava a riunioni, iniziative culturali e attività organizzate in un comitato. Il suo impegno, racconta con ironia, comprendeva anche una componente più leggera legata alla vita sociale del gruppo. Oggi preferisce definirsi anarchico e ammette di non provare fiducia per nessun rappresentante politico.
Una distanza scelta dai social
Memphis dice di non avere profili sui social e di non volerli aprire. A suo avviso possono essere utili per il lavoro, ma non sente di saperli usare e non desidera mantenere un’esposizione continua verso il mondo esterno.
La scelta riflette un modo più riservato di vivere la notorietà. Anche quando parla di sé, l’attore alterna battute e confessioni personali, mostrando una fragilità lontana dai personaggi duri interpretati negli anni. Tra i punti fermi della sua vita indica inoltre la fede in Dio, che considera la dimensione più importante del proprio percorso.
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