Un padre per caso, la sfida di Club Kid: Firstman a Roma
L’esordio di Jordan Firstman, già visto a Cannes, racconta tra ironia e fragilità un uomo costretto a confrontarsi con la paternità e con la propria crescita.
Peter non ha ancora trovato una direzione stabile, vive apertamente la propria omosessualità e fa uso di droghe. La sua esistenza cambia quando scopre di avere un figlio: l’arrivo del giovane Arlo lo obbliga a misurarsi con responsabilità che finora aveva evitato. È questo il punto di partenza di Club Kid, esordio alla regia e alla sceneggiatura di Jordan Firstman, presentato in Italia alla Festa del Cinema di Roma dopo il passaggio nella sezione Un Certain Regard di Cannes.
Il film arriverà nelle sale italiane dal 3 dicembre con I Wonder Pictures. Nel ruolo di Peter c’è lo stesso Firstman, affiancato da Reggie Absolom, Cara Delevingne e Diego Calva.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
La paternità diventa una prova adulta
In Club Kid la genitorialità non nasce da una scelta ponderata del protagonista, ma da una circostanza improvvisa. Peter accoglie Arlo con disponibilità e curiosità, ma il regista chiarisce che l’arrivo di un figlio non trasforma automaticamente una persona in adulto: la maturità richiede un impegno quotidiano e la volontà di cambiare.
Ragionando sul tema, Firstman ha spiegato che diventare genitori significa ridimensionare il proprio egoismo, pur sviluppando una forma ancora più intensa di preoccupazione quando è in gioco la sicurezza dei figli. L’autore, tuttavia, non sa se desidererebbe avere un bambino nella sua vita attuale. «C’è qualcosa di bellissimo nel rapporto con i più piccoli, perché ti fa sentire capace di proteggerli dagli orrori del mondo», ha detto parlando del film.
Una crescita raccontata senza cinismo
L’opera mescola comicità e dolore e osserva la fase dei trent’anni come una sorta di formazione arrivata fuori tempo. Firstman ha raccontato di non aver costruito la sceneggiatura partendo da un tema preciso, ma dal desiderio di creare uno spazio sincero, nel quale le emozioni potessero alternarsi senza forzature: una risata può interrompere il pianto, ma non cancellarlo.
La lavorazione è passata attraverso numerose riscritture e un montaggio accurato. Il regista ha cercato di non nascondersi dietro l’ironia più corrosiva, spesso usata nella comicità contemporanea per giudicare o ridicolizzare i personaggi. «Non volevo prendere in giro Peter: volevo capirlo, perché per me è importante», ha dichiarato Firstman.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Tra i riferimenti cinematografici cita Una donna tutta sola di Paul Mazursky, utile per imparare a seguire i personaggi con naturalezza, insieme a Paper Moon e Il monello di Charlie Chaplin. Il film nasce così dall’incontro tra osservazione realistica, umorismo e commozione.
Musica e cultura pop dentro la storia
Anche la colonna sonora e i richiami alla cultura pop hanno un ruolo centrale nel rapporto tra Peter e Arlo. Reggie Absolom è entrato nel progetto ascoltando i Metallica e lo ha concluso avvicinandosi ai Cocteau Twins, seguendo un percorso musicale che riflette l’universo costruito dal regista.
Nel film compaiono inoltre numerosi meme e riferimenti condivisi dalla comunità LGBTQ+, inseriti da Firstman come elementi personali e affettuosi. Il produttore lo ha invitato a ridurne la quantità, ma l’autore considera questo linguaggio particolarmente vicino alla Generazione Z, perché esprime un modo comune di interpretare il mondo e l’arte.
Guardando all’uscita italiana, Firstman ha rivolto un messaggio ai giovani che si riconoscono nello spirito del titolo. Li ha invitati a considerarsi importanti, a proteggere la propria salute mentale, a coltivare le proprie capacità e a cercare una rete di amicizie capace di sostenerli senza lasciarli isolati.
Continua a leggere
Ragione e sentimento, la nuova sfida: Jane Austen cambia prospettiva
Georgia Oakley rilegge il romanzo di Jane Austen concentrandosi sul legame tra Elinor e Marianne e sulla complessità dell’identità femminile.
Moda italiana, la sfida delle muse: chi conquista le maison nel 2026
Da Valeria Golino a Benedetta Porcaroli, dieci attrici italiane trasformano tappeti rossi, sfilate e campagne in una vetrina per il proprio stile.
India, due sguardi per il Pirelli 2027: la sfida agli stereotipi
Solve Sundsbo e Avani Rai raccontano un Paese sospeso tra ritratti intimi, strade in trasformazione e memoria familiare
Vanzina sfida le piattaforme con un delitto: «Il cinema è libertà»
Con La sera a Roma il regista torna al giallo e usa un omicidio per raccontare passioni, solitudini e contraddizioni della capitale.