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Lifestyle 3 min di lettura2 ore fa

India, due sguardi per il Pirelli 2027: la sfida agli stereotipi

Solve Sundsbo e Avani Rai raccontano un Paese sospeso tra ritratti intimi, strade in trasformazione e memoria familiare

Il calendario Pirelli 2027 porta per la prima volta la sua macchina fotografica in India e sceglie di raccontare il Paese attraverso due prospettive molto diverse. Da una parte i ritratti eleganti di Solve Sundsbo, immersi nella natura del Rajasthan; dall’altra la visione urbana, colorata e costruita sul posto di Avani Rai, figlia del grande fotografo Raghu Rai.

L’obiettivo dichiarato è allontanarsi dalle immagini più convenzionali e dai luoghi comuni sull’India. Il progetto assume così anche un valore personale: Raghu Rai, inizialmente coinvolto nel lavoro, è morto alla fine di aprile, pochi mesi dopo aver accettato l’incarico.

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Due fotografi, un’India plurale

Sundsbo ha lavorato con nove protagoniste del mondo della moda e dello spettacolo, tra cui Freida Pinto, Padma Lakshmi e Aditi Rao Hydari. I suoi scatti, realizzati negli scenari naturali del Rajasthan, cercano una dimensione essenziale e riportano le donne fotografate a un rapporto più diretto con l’ambiente e con la propria identità.

L’artista norvegese ha spiegato di aver affrontato il progetto con entusiasmo, ma anche con il timore di trasferire inconsapevolmente negli scatti i propri pregiudizi da europeo. Per questo ha scelto di parlare a lungo con le protagoniste prima di fotografarle: «Volevo cogliere un’atmosfera indiana, non limitarmi a usare il paesaggio come sfondo». Nel tempo, ha aggiunto, il suo stile è passato da immagini molto costruite a una ricerca più naturale e autentica, lontana anche da un uso centrale dell’intelligenza artificiale.

Freida Pinto, intervistata dall’ANSA, considera il calendario una rappresentazione intensa di un Paese in piena evoluzione, pur riconoscendo che nessuna serie di fotografie può restituirne tutta la complessità. L’attrice si augura inoltre che il progetto contribuisca a superare l’immagine stereotipata delle donne indiane, spesso descritte come uniformemente tradizionali, silenziose e sottomesse.


Avani Rai trasforma la strada

La seconda anima del calendario nasce dal lavoro di Avani Rai, che ha scelto di fotografare l’India contemporanea direttamente nei suoi spazi quotidiani. Nei suoi scatti compaiono giovani con lo skateboard, musicisti, locali, famiglie davanti allo specchio e gruppi di uomini incontrati per strada: un insieme vivace e talvolta surreale, nel quale le modelle non sono il centro del racconto, con l’eccezione della madre della fotografa.

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Rai è tornata anche nei luoghi immortalati dal padre Raghu, ma senza limitarsi a ripeterne l’eredità. Ha costruito le scene e ha intrecciato la memoria delle immagini paterne con il presente delle città indiane, trasformando il lutto in un confronto creativo. «Un’eredità non può essere accettata senza guardarla criticamente», ha affermato, rivendicando la scelta di restare fedele alla propria sensibilità.

Per la fotografa, ogni immagine nasce da un momento irripetibile e dai dettagli che lo compongono. La sua attenzione si concentra sul cambiamento sociale e sulle persone che scendono in strada per chiedere condizioni di vita migliori, in India come in altre aree del mondo. Fotografare ciò che accade vicino a casa, sostiene, significa anche assumersi la responsabilità di documentarlo.


Arte e contesto economico

La scelta dell’India arriva mentre Pirelli rafforza la propria presenza nel Paese. A New Delhi l’azienda ha annunciato un accordo con la società indiana Bkt per realizzare 800mila pneumatici di fascia alta entro il 2030. Il legame tra l’iniziativa industriale e il calendario è evidente nel contesto, ma Marco Tronchetti Provera ha escluso una funzione commerciale diretta per il progetto.

Il presidente esecutivo ha ricordato che, nel corso degli anni, il calendario è diventato un oggetto artistico molto atteso e che la sua finalità non è vendere o promuovere prodotti, bensì proporre una visione autoriale. In questa edizione, quella visione passa proprio dal confronto tra la dimensione internazionale dei ritratti di Sundsbo e la lettura personale, urbana e politica di Avani Rai.

La fotografa ha evitato di commentare direttamente il caso delle immagini realizzate da Raihan Vadra, figlio di Priyanka Gandhi, sulle manifestazioni di Delhi e rimosse nel giorno dell’inaugurazione. Ha però difeso il diritto delle fotografie a circolare: «L’arte è sempre politica, ed è un peccato quando ciò che viene documentato non può essere visto o viene impedito di diffondersi».

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