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Lifestyle 4 min di lettura40 min fa

Marianna Fontana e la lezione dei no: l’equilibrio viene prima dell’amore

Alla Festa del Cinema di Roma l’attrice presenta Interno familiare, racconta il legame con Anna Maria Ortese e parla di studio, privacy e nuove sfide

Per Marianna Fontana la recitazione non è soltanto un mestiere, ma un esercizio continuo di analisi personale. Alla Festa del Cinema di Roma, l’attrice ha raccontato il percorso che l’ha portata a Interno familiare, il film diretto da Paolo Coletta e tratto da un racconto di Anna Maria Ortese, senza rinunciare a parlare anche di solitudine, relazioni, formazione e futuro.

La pellicola, attesa nelle sale all’inizio del 2027, la vede costantemente al centro della scena nei panni di Anastasia, una donna che lavora per mantenere la famiglia e che ha costruito la propria esistenza intorno a responsabilità e regole precise. L’arrivo in città di Antonio, un amore del passato, riapre però una possibilità che la protagonista aveva accantonato.

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Prima dell’amore viene l’equilibrio

Fontana, classe 1997, continua a proteggere con attenzione la propria dimensione personale. Nel parlare della sua vita privata, ha spiegato di non considerare la coppia come una condizione obbligatoria: per lei, stare insieme a qualcuno dovrebbe lasciare spazio all’autonomia e dipende dalla fase attraversata da ciascuno.

Il rapporto con Angela, sua sorella gemella, rappresenta una delle sue principali certezze. Entrambe vivono a Roma, condividono il lavoro nel mondo della recitazione e si sostengono a vicenda. Anche la famiglia resta un punto fermo, mentre l’attrice si descrive come una persona concreta, talvolta incline al pessimismo e poco propensa a costruire aspettative irreali.

La riservatezza riguarda anche le reti sociali: ciò che considera davvero importante non sente il bisogno di mostrarlo. Il tempo libero è dedicato soprattutto al cinema, al teatro, alla lettura e ai laboratori, oltre che agli incontri con persone capaci di offrirle nuovi stimoli. In questa fase sta lavorando molto sul palcoscenico e sulla dimensione fisica dell’interpretazione, che considera parte di una più ampia ricerca personale.


Anastasia riapre una ferita

La scelta di Interno familiare è nata da una coincidenza che l’ha colpita. Fontana aveva appena regalato Il mare non bagna Napoli, il volume di Anna Maria Ortese che include il racconto alla base del film, quando il produttore PierLuigi Russo le ha sottoposto il progetto. L’episodio l’ha convinta ad accettare quella che considera una sfida particolare.

Il film mescola parola e musica senza trasformarsi in un musical tradizionale. La preparazione è stata lunga e l’attrice ha studiato il lavoro teatrale di Paolo Coletta prima di trasferirne la struttura sullo schermo. La vicenda si svolge durante un Natale malinconico e segue una protagonista destinata a vedere cambiare la propria vita.

Per prepararsi al ruolo, Fontana ha approfondito anche la biografia di Ortese. Anastasia è una donna sola, responsabile di un negozio e dell’equilibrio familiare, abituata a imporsi vincoli molto rigidi. Il ritorno di Antonio incrina quella corazza: con lui riaffiora anche un desiderio che aveva messo da parte e prende forma l’idea di un’esistenza diversa.

La protagonista, ha spiegato l’attrice, immagina attraverso quell’uomo una versione alternativa di sé. Il sentimento si manifesta anche nei sogni e si lega al periodo natalizio, vissuto come uno spazio sospeso tra ricordi, desideri e bilanci personali. Il finale, però, resta da scoprire.

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I rifiuti diventano strumenti

Il percorso di Fontana è cominciato dalla musica e dal canto, studiati al Conservatorio. A sedici anni partecipò, insieme ad Angela, a un provino per un film di Edoardo De Angelis: non ottenne la parte, ma quella esperienza le procurò una borsa di studio per la scuola di recitazione La Ribalta. Due anni più tardi arrivò Indivisibili, ancora con De Angelis, nel quale le due sorelle interpretarono due gemelle siamesi.

Da allora l’attrice ha lavorato anche con registi come Mario Martone e ha costruito una carriera legata soprattutto a opere d’autore. Secondo Fontana, mantenere viva la curiosità e alternare studio e lavoro è indispensabile, così come accettare i periodi di inattività e i provini che non vanno a buon fine.

«Un no può indicarti in che modo crescere», ha osservato parlando del proprio mestiere. Il risultato, ha aggiunto, non dipende esclusivamente dall’impegno individuale: contano anche gli incontri giusti e il momento in cui arrivano. Per questo ritiene importante essere preparati quando si presenta un’occasione significativa.

Ai giovani che desiderano intraprendere la carriera d’attore consiglia di scegliere con cura le persone da frequentare, cercando pareri utili e non giudizi distruttivi. Studio, letture, film, teatro e sperimentazione sono per lei strumenti essenziali, insieme alla capacità di non misurarsi continuamente con il cammino degli altri.

«Recitare significa mettersi continuamente alla prova», ha detto Fontana, paragonando il lavoro dell’interprete a un percorso di conoscenza personale. L’invito è quindi a seguire la propria direzione, affrontare i limiti e alimentare l’immaginazione senza lasciarsi scoraggiare dagli ostacoli.


Dalla Cina alla prossima ricerca

Fuori dal lavoro, uno dei luoghi che l’ha colpita maggiormente è la Cina, dove è stata due volte anche per periodi di alcune settimane. L’attrice vorrebbe tornare in Asia, attratta dalla cultura, dalla cucina, dal cinema e dal teatro della regione, con una predilezione per le produzioni coreane e giapponesi.

Il viaggio in aereo le provoca qualche timore, ma non abbastanza da spegnere il desiderio di esplorare quei Paesi. La curiosità verso mondi e linguaggi diversi resta del resto al centro anche della sua attività artistica, in una fase che definisce felice e ancora aperta alla ricerca.

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