Me, You: l’amore fragile che porta ancora le ferite della guerra
Bille August presenta alla Festa di Roma il film ispirato a Erri De Luca, tra adolescenza, memoria e una speranza che resiste al trauma
La guerra resta fuori campo, ma continua a pesare sulle vite dei protagonisti di *Me, You*, il nuovo film di Bille August presentato alla Festa di Roma nella sezione Grand Public. Il regista danese ha trasformato in immagini il romanzo *Tu, io* di Erri De Luca, costruendo una storia d’amore segnata dalla purezza, dalla differenza d’età e da ferite rimaste nascoste per anni.
Ambientato nel 1950 a Ventotene, il film segue Marco, quindicenne londinese con padre inglese e madre italiana, arrivato sull’isola per trascorrere le vacanze insieme alla famiglia materna. L’incontro con Caia, una giovane romena di vent’anni, modifica il suo modo di guardare all’amore e alla vita.
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Un sentimento nato sull’isola
A favorire la conoscenza tra i due è Daniele, il cugino italiano più grande interpretato da Massimiliano Caiazzo. Marco si innamora immediatamente di Caia, pur comprendendo che la loro differenza d’età rende improbabile una relazione convenzionale.
Il legame tra i personaggi, tuttavia, non si esaurisce nell’attrazione del ragazzo. A unirli in modo profondo sono esperienze dolorose legate alla guerra, ricordi che ciascuno ha custodito senza condividerli e che finiscono per emergere nel rapporto con l’altro.
August ha definito il progetto «una delle più belle storie d’amore mai lette in un libro» e ha spiegato di aver cercato un linguaggio cinematografico capace di conservare la sua dimensione limpida e vulnerabile. Secondo il regista, l’ingenuità di Marco diventa anche la principale energia narrativa del film: lo spettatore segue il suo desiderio di scoprire l’amore, sperando che possa superare gli ostacoli.
Il passato continua a parlare
Per Bille August, *Me, You* è anche un omaggio alla cultura italiana. Sebbene la vicenda si svolga nel dopoguerra, il conflitto rimane una presenza costante e mostra come le sue conseguenze possano condizionare l’esistenza molto tempo dopo la fine degli eventi.
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Il regista ha sottolineato che il film conserva comunque una prospettiva di speranza. In un periodo segnato da nuovi conflitti internazionali, ha aggiunto, raccontare una storia sulle cicatrici della guerra e sulla possibilità di ricominciare assume un significato ancora più forte.
Valentina Cervi interpreta la madre di Marco. L’attrice ha raccontato che il confronto con August l’ha aiutata a mettere al centro del personaggio il senso di colpa per un episodio del passato, capace di influenzare profondamente il carattere del figlio.
Un cast tra Italia e Nord Europa
Nel ruolo di Marco c’è Kolbjörn Skarsgård, figlio dell’attore Stellan Skarsgård e della sceneggiatrice Megan Everett. Parlando della propria esperienza, il giovane interprete ha spiegato: «È davvero molto bello crescere in una famiglia in cui si può discutere di cinema e che ti dà una mano quando hai un problema nella tua professione».
Nel cast figurano anche Sonia Ammar, nei panni di Caia, Laura Morante e Tim Roth. La produzione è una coproduzione tra Italia e Francia firmata da Eagle Pictures e Kador con Rai Cinema, mentre il film trae origine dal romanzo pubblicato da Feltrinelli Editore.
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