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Lifestyle 4 min di lettura1 ora fa

Hunziker, la felicità oggi ha tre volti: amore, famiglia e libertà

Dalla relazione con Giulio Berruti al legame con Eros Ramazzotti e Tomaso Trussardi, Michelle Hunziker racconta il percorso che l’ha portata a stare bene con se stessa.

Essere nonna resta una delle emozioni più profonde per Michelle Hunziker. Il momento in cui una figlia diventa madre, ha raccontato, rende visibile la continuità della vita e suscita una commozione che non si attenua nemmeno quando la si racconta: «Vedere tua figlia partorire una creatura che è la continuazione della tua vita, che porta dentro di sé il tuo Dna, e renderti conto che la vita continua è un’emozione senza eguali».

Attorno a questa gioia si è costruito un equilibrio fatto di affetti diversi: l’amore per Giulio Berruti, la vicinanza a Eros Ramazzotti e il rapporto rispettoso con Tomaso Trussardi. Per Hunziker, il benessere non dipende più da un unico modello di famiglia o di coppia, ma dalla capacità di trasformare i legami senza cancellare ciò che sono stati.

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L’amore con Berruti senza scadenze

La relazione con Giulio Berruti rappresenta oggi una fonte importante di serenità. Hunziker apprezza la calma dell’attore e il senso di sicurezza che riesce a trasmetterle; entrambi, secondo il suo racconto, condividono il desiderio di vivere una fase più consapevole e positiva.

Il matrimonio, tuttavia, non occupa il centro dei suoi pensieri. «Oggi non è una priorità e non sento il bisogno di farlo», ha spiegato, chiarendo che un legame può essere pieno anche senza passare necessariamente dall’altare. Al tempo stesso non considera chiusa ogni possibilità: in futuro potrebbe trovare valore in una nuova promessa, soprattutto per il suo significato sentimentale e non per gli aspetti giuridici.

Per Hunziker una relazione dovrebbe aggiungere qualcosa alla vita, non diventare una fonte di sofferenza. Questo non significa costruire un rapporto basato soltanto su parole rassicuranti: il confronto e la sincerità restano indispensabili, purché non si perda il rispetto reciproco.


Dagli ex mariti a nuovi legami

Il rapporto con Eros Ramazzotti ha attraversato una trasformazione lunga e profonda. Dopo essere rimasta innamorata di lui fino al 2010, poco prima di incontrare Trussardi, la conduttrice ha imparato a riconoscere che l’affetto per una persona importante può cambiare forma senza scomparire.

Oggi descrive il legame con Ramazzotti come quello tra due fratelli, capaci di sostenersi e di esserci l’uno per l’altra. La loro storia, secondo Hunziker, dimostra che non esiste un solo modo per continuare a volersi bene e che non tutti i rapporti devono rispettare lo schema tradizionale della convivenza.

Un percorso simile è stato possibile anche con Tomaso Trussardi, padre di Sole e Celeste. La conduttrice gli vuole bene e considera questo modo di custodire i rapporti una regola applicabile alle persone che hanno avuto un ruolo significativo nella sua vita.


Il perdono dopo gli anni difficili

L’equilibrio conquistato da Hunziker nasce anche da un lungo lavoro personale. Durante l’adolescenza ha vissuto con rabbia il problema di alcolismo del padre, arrivando a cercare di odiarlo tra i 14 e i 19 anni, forse anche oltre. Quel periodo, ha ricordato, è stato il più doloroso della sua esistenza.

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La svolta è arrivata quando ha smesso di guardare il padre soltanto attraverso la sua dipendenza. «Anche mio padre era una vittima», ha detto, spiegando che l’uomo conviveva con quella malattia fin da giovane e non era riuscito a liberarsene nemmeno grazie all’affetto della famiglia.

Nel ricordo della figlia restano anche le sue qualità: era sensibile, amava l’arte, dipingeva, suonava e aveva studiato al conservatorio. La depressione lo spingeva verso l’alcol, ma nei periodi in cui riusciva a stare lontano dal bere mostrava una personalità diversa, capace di affetto e creatività.


Dalla setta alla libertà ritrovata

A quel dolore interiore Hunziker ha collegato anche l’ingresso, in una fase della sua vita, in una setta dalla quale è riuscita a uscire dopo anni. L’esperienza è diventata il tema del libro Una vita apparentemente perfetta, attraverso cui ha cercato di offrire sostegno a chi vive situazioni di manipolazione affettiva.

La conduttrice riceve ancora testimonianze di persone che attribuiscono al suo libro la decisione di intervenire per aiutare una figlia o una persona cara. Il messaggio che rivolge alle famiglie è di non interrompere il contatto, anche quando chi è coinvolto si allontana e reagisce con rifiuto.

Secondo Hunziker, chi manipola tende a isolare la vittima dai suoi affetti. Per questo invita a non arrendersi e a continuare a dimostrare presenza e amore: «Chi ama una persona coinvolta deve resistere, anche quando è difficile e si sente rifiutato. Non bisogna mollare».


Vivere il presente senza paura

Alla soglia dei 50 anni, che compirà a gennaio, Hunziker dice di voler affrontare il tempo senza restare ancorata a ciò che è stato e senza anticipare continuamente ciò che ancora deve accadere. Il sorriso, racconta, è stato un aiuto decisivo soprattutto nei passaggi più complicati.

La sua priorità è concentrarsi sul momento presente e riconoscere ciò che oggi le dà felicità: l’amore con Berruti, i legami familiari costruiti nel tempo e la nuova esperienza della maternità vissuta da nonna. Anche l’idea di un matrimonio futuro resta possibile, ma senza trasformarsi in un obiettivo da inseguire.

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