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Lifestyle 2 min di lettura58 min fa

Maranza, a Ferrara nasce la squadra che divide la politica: Salvini applaude

Il Comune annuncia un gruppo con agenti e figure sociali per prevenire e reprimere il fenomeno, ma restano da chiarire compiti, guida e costi dell’iniziativa.

A Ferrara il nuovo nucleo comunale dedicato ai cosiddetti “maranza” è già diventato un caso politico, prima ancora che siano definiti con precisione compiti e modalità operative. L’iniziativa del sindaco leghista Alan Fabbri ha infatti incassato il sostegno di Matteo Salvini, mentre opposizioni e associazioni legate alla tutela dei diritti contestano il linguaggio utilizzato.

Il segretario nazionale della Lega ha rilanciato il progetto sui social con parole nette: «Nam, Nucleo Anti Maranza. Bella iniziativa del sindaco della Lega a Ferrara. Da replicare anche in altre città, in tutta Italia. Bravo Alan!». Il Partito democratico, invece, teme che l’impostazione scelta possa alimentare tensioni invece di affrontare le difficoltà giovanili.

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Un progetto ancora senza contorni chiari

Secondo quanto annunciato dal Comune, il gruppo opererà dentro la polizia locale e coinvolgerà competenze diverse: avvocati, psicologi, assistenti sociali, agenti ed esperti di sicurezza. L’obiettivo dichiarato sarà intervenire sia sul versante preventivo sia su quello dei controlli e della repressione.

Restano però numerosi interrogativi sull’attività concreta del nucleo. L’amministrazione non ha ancora indicato nel dettaglio quali strumenti potrà utilizzare e non ha confermato l’ipotesi che a coordinarlo possa essere Nicola Lodi, ex assessore leghista. Lodi era stato sospeso per gli effetti della legge Severino e in seguito condannato per lo sgombero, con una ruspa, di un campo nomadi.


Fabbri: la sicurezza viene prima

Il sindaco ha collegato la decisione ai recenti episodi di cronaca e ai disordini verificatisi in diverse città italiane, citando Bologna e Milano. Fabbri sostiene di avere sollevato per primo, tra i sindaci italiani, l’allarme sul fenomeno e respinge le critiche ricevute in passato.

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«Non aspetterò che accada qualcosa di grave anche nella nostra città per intervenire. La sicurezza dei ferraresi viene prima di tutto», ha affermato il primo cittadino, ribadendo di non voler arretrare sulla linea scelta. Per l’amministrazione, il nucleo rappresenterebbe anche una prima sperimentazione destinata, eventualmente, a essere replicata altrove.


L’opposizione accusa il Comune

Fabio Anselmo, avvocato impegnato sui temi dei diritti e oggi consigliere di opposizione, giudica l’operazione soprattutto comunicativa. A suo avviso, il nome scelto e l’impostazione proposta rischiano di etichettare intere categorie di giovani e di tradire il significato stesso della prevenzione.

Anselmo parla di «mera attività di bassa propaganda» e annuncia verifiche sull’eventuale impiego di risorse pubbliche. Anche Ilaria Baraldi, componente della segreteria regionale del Pd, ha criticato la strategia del Comune: Ferrara, ha sostenuto, non sarebbe una città fuori controllo e chi la governa dovrebbe evitare di esasperare il clima.

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