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Lifestyle 3 min di lettura34 min fa

Morgan scuote Sanremo: «Alla festa della canzone manca proprio la musica»

Alla Festa del Cinema di Roma il cantautore presenta il documentario sulla propria vita e torna a parlare di esclusione, dolore, creatività e futuro

Sanremo dovrebbe mettere la musica al centro, ma secondo Morgan da troppo tempo non lo fa. Alla Festa del Cinema di Roma, dove è stato presentato il documentario *Non importa dove* di Consuelo Moschella e Francesco Fei, il cantautore ha criticato il modo in cui il festival viene guidato e ha raccontato le ferite personali che ancora condizionano il suo percorso.

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Il film nato dal silenzio su Morgan

Il documentario, inserito nella sezione Special Screening, segue Morgan tra ricordi, solitudine, depressione e desiderio di ripartire. Il racconto prende forma anche a partire dall’allontanamento progressivo dell’artista dagli ambienti musicali e televisivi, affrontando inoltre la vicenda legata a Bugo e il rapporto con il dolore per il suicidio del padre, avvenuto nel 1988.

«È un film fatto da amici, con umanità e con i mezzi che avevano a disposizione. Per me è stato terapeutico», ha spiegato Morgan durante l’incontro. Il regista Francesco Fei ha raccontato che il progetto è nato nell’estate del 2024, quando lui e Moschella hanno avvertito un vuoto narrativo intorno al musicista; per la regista, invece, la storia supera il singolo protagonista e mostra come la sofferenza possa essere trasformata.


La musica come via d’uscita

Nel film emerge anche il bambino che a 12 anni studiava la musica elettronica e l’adulto che continua a trovare nella creatività un appiglio. Morgan sostiene di essere stato estromesso per quindici anni dalla possibilità di fare ciò che sa meglio, attribuendo a una rappresentazione mediatica distorta la perdita di fiducia da parte del pubblico.

La musica, però, gli avrebbe permesso di reagire anche nei momenti più difficili. Dopo una crisi vissuta nel luglio 2023, si chiuse in casa per studiare Ravel e trasformò quella fase in un’occasione di ricerca. Il cantautore ha parlato anche della collaborazione con Cesare Cremonini nel brano *Il giardino dei sassofoni*, inserito nell’album *Amateur*: un lavoro svolto gratuitamente, ha precisato, per stima e amore verso la musica.

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L’attacco alla gestione del Festival

Morgan ha ricordato le serate di Sanremo viste insieme a Franco Battiato, soprattutto quelle condotte da Paolo Bonolis, e ha definito la manifestazione un appuntamento capace di riunire il Paese come accade a Natale. A suo giudizio, gli ascolti non dipendono soltanto dal presentatore o dal direttore artistico, perché il festival conserva comunque un’enorme forza popolare.

La sua critica riguarda invece il peso riservato alle canzoni e la competenza di chi assume responsabilità nella manifestazione. «Sanremo merita di più. Sapete che cosa gli manca? La musica», ha detto, sostenendo che a dirigere il festival dovrebbe essere chiamato chi conosce davvero la canzone. Per Morgan, l’appuntamento rappresenta l’unico grande spazio nazionale dedicato alla musica italiana e da anni viene privato del valore culturale che potrebbe esprimere.


Le proteste e il tema dell’oppressione

Durante il confronto con la stampa, l’ex frontman dei Bluvertigo ha commentato anche le proteste avvenute a Milano. Ha contestato l’attenzione concentrata esclusivamente sulle vetrine danneggiate, osservando che così si finisce per ignorare le ragioni che spingono le persone a scendere in strada.

Nel documentario Morgan partecipa a una manifestazione insieme alle figlie e descrive quella presenza come pacifica. Ha inoltre respinto l’idea che ogni corteo debba essere rappresentato come una minaccia, ricordando il valore dello slogan «Liberateci, liberiamo il mondo dall’oppressione». Il suo obiettivo, dopo il film, resta recuperare il rispetto che ritiene di non aver ricevuto negli ultimi anni.

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