L’Odissea di Musk bocciata da critica e pubblico
Il primo episodio generato dall’intelligenza artificiale ha raccolto otto milioni di visualizzazioni, ma recensioni molto negative
Il primo episodio dell’Odissea realizzata con l’intelligenza artificiale di Elon Musk è stato accolto con dure critiche.
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Un filmato prodotto a basso costo
Il progetto ha mostrato quanto sia ormai accessibile creare immagini dall’aspetto cinematografico senza una grande troupe. Xavier Collins, cofondatore di Wonder Studios, ha riferito che il video è stato completato in meno di due settimane da tre persone, con una spesa nell’ordine delle decine di migliaia di dollari.
Il confronto con l’opera di Christopher Nolan è inevitabile: il film hollywoodiano ha richiesto circa 250 milioni di dollari, una squadra molto più ampia e mesi di lavorazione. Collins ha però precisato che l’obiettivo non era proporre un prodotto alternativo a quello del regista, bensì verificare fin dove potesse spingersi la tecnologia e individuarne i limiti.
Secondo il cofondatore di Wonder Studios, le osservazioni ricevute saranno utilizzate per intervenire sui prossimi episodi, soprattutto sulla costruzione del racconto e sulla precisione delle ambientazioni storiche. Il divario di spesa, tuttavia, non ha impedito al pubblico di giudicare il risultato come un’opera cinematografica vera e propria.
Le recensioni sul primo episodio
Peter Bradshaw ha assegnato al filmato una sola stella su cinque. A suo giudizio, le immagini non riescono a dare un peso emotivo alle scelte di Ulisse, alla lontananza dalla famiglia, al viaggio e al conflitto contro Troia.
Il critico ha descritto il montaggio come una successione di figure che cambiano sullo schermo senza una motivazione narrativa capace di coinvolgere. Anche le voci sono state considerate poco espressive: il tono appare uniforme, solenne e meccanico, con personaggi che sembrano pronunciare battute senza comprenderne davvero il significato.
Un altro quotidiano britannico ha spinto il giudizio ancora più in basso, assegnando zero stelle. La recensione ha contestato la presentazione del progetto come possibile alternativa al cinema tradizionale, distinguendo tra una prova tecnica e un film dotato di una struttura drammatica.
Le contraddizioni segnalate da Grok
Una valutazione pubblicata negli Stati Uniti ha messo in evidenza un paradosso: proprio Grok, il sistema sviluppato da Musk, ha riconosciuto che l’episodio non rispetta pienamente la promessa di accuratezza storica con cui era stato presentato.
Interrogato sul contenuto, il chatbot ha osservato che i personaggi parlano un inglese contemporaneo, mentre l’aspetto generale richiama il fantasy moderno. Anche la presenza della cavalleria è stata indicata come problematica rispetto all’epoca del bronzo.
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La ricostruzione presenta inoltre altri elementi poco coerenti. I costumi ricordano periodi medievali, compaiono campane assenti nel mondo dell’età del bronzo e alcuni paesaggi evocano più la Scozia che la Grecia.
Rimane poi una difficoltà di partenza: l’Odissea è un poema mitologico, costruito attorno a divinità, mostri e avvenimenti soprannaturali. Chiedere una fedeltà storica assoluta a un racconto di questo tipo contiene già una contraddizione, che il giudizio di Grok ha finito per rendere evidente.
La storia del progetto
Il video è stato diffuso nei giorni scorsi sull’account X di Grok Imagine. La produzione è stata curata da Wonder Studios insieme a Dev Walker, regista esperto nella realizzazione di contenuti con strumenti di intelligenza artificiale, e ha superato gli 8 milioni di visualizzazioni.
Il filmato racconta l’avvio della vicenda: a Itaca, Ulisse cerca di evitare la partenza per la guerra di Troia fingendosi pazzo. La narrazione prosegue con la spedizione greca e l’assedio della città, attraverso dialoghi, combattimenti, scenari e protagonisti creati artificialmente.
L’impatto iniziale è quello di una produzione ampia e spettacolare, ma l’effetto si indebolisce osservando i movimenti dei personaggi e ascoltando le loro battute. I volti appaiono troppo lisci e perfetti, mentre gesti e recitazione risultano poco naturali.
Su X molti utenti hanno liquidato il risultato definendolo «pura spazzatura». Altri hanno ironizzato sull’aspetto levigato dei protagonisti e sulle loro movenze, paragonandoli a una versione artificiale dei personaggi delle serie fantasy. Non sono mancate, però, valutazioni più moderate: alcuni spettatori hanno riconosciuto un progresso nella tecnologia generativa, pur rilevando limiti ancora evidenti.
La polemica con Nolan
La nascita del progetto risale all’estate, quando Musk aveva criticato pubblicamente l’Odissea di Nolan. Il miliardario aveva messo in discussione la scelta di affidare alcuni ruoli a Lupita Nyong’o ed Elliot Page, sostenendo che il regista avesse privilegiato le politiche inclusive di Hollywood rispetto alla fedeltà al poema di Omero.
Musk aveva quindi annunciato un lungometraggio da completare entro la fine del 2026, prodotto interamente con l’intelligenza artificiale e presentato come aderente alla tradizione omerica. L’iniziativa puntava anche a promuovere la tecnologia di Musk e a rilanciare la sua polemica contro la cultura inclusiva dell’industria cinematografica.
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