Il caso Ludwig torna nel docufilm sui delitti neonazisti
La produzione ripercorre gli omicidi di Abel e Furlan e la nuova inchiesta sull’incendio dell’Eros di Milano
È disponibile il docufilm che ricostruisce la vicenda di Ludwig, la sigla neonazista legata agli omicidi compiuti tra Italia e Germania.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
La procura riapre il caso
Nel novembre 2023 la Procura di Milano ha riavviato gli accertamenti sull’incendio dell’Eros Sexy Center, che il 14 maggio 1983 provocò sei vittime. Gli investigatori intendono verificare se attorno a Wolfgang Abel e Marco Furlan operasse un gruppo più vasto, collegato ad ambienti neonazisti o a sette esoteriche.
Le sentenze hanno attribuito ai due giovani dieci dei quindici omicidi contestati. Alcune testimonianze, però, riferirono della presenza di una terza persona durante determinate azioni. Nessun altro presunto membro di Ludwig è mai stato identificato o condannato.
Gli ultimi anni dei condannati
Marco Furlan lasciò l’Italia nel 1991, prima della condanna definitiva, e venne rintracciato in Grecia nel 1995. Nel 2010 il Tribunale di sorveglianza di Milano stabilì la revoca della libertà vigilata, dopo aver escluso la sua attuale pericolosità sociale. Nel 2018, a Roma, chiese perdono a Papa Francesco per i delitti commessi.
Abel, sottoposto per anni al carcere e ai domiciliari, concluse l’espiazione della pena nel 2016. Morì il 25 ottobre 2024, a 65 anni, all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. Dal settembre 2021 era in coma dopo una caduta.
Il documentario su Sky Crime
Ludwig - Gli angeli neri è stato realizzato da B&B Film per Hearst Networks Italia. Simone Manetti ne ha curato la regia, mentre Giuseppe Bentivegna e Raffaele Brunetti hanno firmato la scrittura.
Il film è visibile su Sky Crime, attraverso i servizi a richiesta e sulla piattaforma Now. Il racconto riporta al centro le responsabilità giudiziarie, le motivazioni ideologiche e i dubbi mai chiariti sull’eventuale presenza di complici.
La serie di omicidi
Il primo delitto attribuito alla sigla risale all’agosto 1977, quando Guerrino Spinelli, senza dimora, venne chiuso nella sua Fiat 126 e ucciso dando fuoco all’automobile. Solo in seguito Ludwig associò a quell’episodio la morte di Luciano Stefanato, avvenuta a Padova nel dicembre 1978, e quella di Claudio Costa, assassinato a Venezia nel dicembre 1979.
Il 25 novembre 1980 una lettera arrivò alla redazione veneta del Gazzettino. Il testo, ornato da un’aquila nazista e da segni simili a rune, rivendicava i tre casi e descriveva Ludwig come un’organizzazione. In calce compariva il motto tedesco usato dalle SS, traducibile con “Dio è con noi”.
Negli anni successivi furono colpite persone appartenenti a categorie considerate indesiderabili dai responsabili: una prostituta venne uccisa a Vicenza nel dicembre 1980, mentre nel maggio 1981 un giovane perse la vita nell’incendio di un dormitorio per senzatetto a Verona.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Nel luglio 1982 due frati furono assassinati a martellate a Monte Berico. A Trento, nel febbraio 1983, un altro religioso venne ucciso con un punteruolo alla base del collo, dove era stato fissato un crocifisso. I messaggi del gruppo presentavano la violenza come uno strumento per eliminare chi veniva ritenuto diverso, fragile o moralmente corrotto.
L’incendio del cinema milanese
La notte del 14 maggio 1983 gli attentatori entrarono nell’Eros Sexy Center di viale Monza, a Milano, e sparsero circa 25 litri di benzina nel locale. Il rogo si diffuse rapidamente, senza lasciare una via di fuga alle persone presenti.
Morirono sei persone: cinque spettatori e un passante intervenuto per aiutare chi era rimasto intrappolato. Alcune vittime si spensero nei giorni seguenti per la gravità delle ustioni. L’attacco venne attribuito e rivendicato da Ludwig.
L’8 gennaio 1984 un altro incendio colpì la Liverpool Sex Diskothek di Monaco di Baviera. Una persona morì e sette rimasero ferite; anche quella volta il gruppo diffuse un volantino per rivendicare l’azione.
L’arresto durante una festa
La cattura arrivò il 4 marzo 1984, a Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano. Abel e Furlan furono bloccati mentre tentavano di incendiare la discoteca Melamara, dove era in corso una festa di Carnevale con centinaia di giovani.
I due indossavano costumi da Pierrot e avevano con sé una tanica di benzina. Stavano cospargendo la moquette quando l’intervento delle forze dell’ordine impedì che il gesto producesse altre vittime.
Abel, nato a Monaco di Baviera nel 1959, aveva 25 anni al momento dell’arresto ed era laureato in matematica. Suo padre dirigeva una compagnia assicurativa tedesca. Furlan, 24 anni, era invece figlio di un primario di chirurgia plastica.
Nella casa di Abel furono trovati fogli con i caratteri impiegati nei comunicati di Ludwig. Le indagini condotte tra Italia e Germania permisero di collegare gli episodi dei due Paesi. Nel febbraio 1991, dopo tutti i gradi di giudizio, i due furono condannati a 27 anni di reclusione per dieci omicidi, con una parziale capacità di intendere e di volere riconosciuta dai giudici.
Continua a leggere
Vespa interrompe Brizzola, torna il tema delle donne zittite
La coordinatrice Udu, ospite a Porta a Porta, è stata invitata a studiare dopo aver citato l’abbandono scolastico.
Giusina Battaglia torna da Antonella Clerici dopo il lutto
La chef ha parlato dei figli e della necessità di riprendere il lavoro dopo la scomparsa di Sergio Colicchio.
Astrologia del giorno: meno impegni per ritrovare il proprio ritmo
Una variazione nella routine aiuta a recuperare energie e a scegliere con maggiore libertà le richieste da accettare.
Gambe gonfie, impacchi con aceto di mele in casa
Un rimedio casalingo può alleviare temporaneamente il fastidio, insieme a scarpe comode e pause dal caldo.