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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Sesso soddisfacente, il modello che ridimensiona la perfezione

Un trial su 108 donne dopo la menopausa collega un approccio flessibile a maggiore intimità e benessere sessuale

Il sesso abbastanza buono mette in discussione l’idea che ogni rapporto debba raggiungere risultati precisi. Piacere, vicinanza e soddisfazione possono assumere forme diverse senza trasformarsi in una prova da superare.

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Quando il piacere diventa una prova

Desiderare spontaneamente, raggiungere l’orgasmo, appagare il partner e mantenere una certa frequenza: le aspettative sulla sessualità possono diventare numerose anche in una fase in cui se ne parla con maggiore libertà. Il rischio è valutare ogni incontro come riuscito o fallito, invece di considerarlo un’esperienza variabile.

Il modello del sesso abbastanza buono, elaborato dagli psicologi e sessuologi Barry McCarthy ed Emily McCarthy, propone di sostituire gli standard rigidi con obiettivi più realistici. Non invita ad accontentarsi, ma riconosce che erotismo, intimità e piacere non devono seguire sempre lo stesso copione.

Il tema si collega al perfezionismo sessuale, che può riguardare le richieste rivolte a se stessi, le aspettative attribuite al partner oppure la sensazione di essere giudicati da chi ci sta accanto o dalla società. Uno studio condotto nel tempo su donne ha associato la percezione di dover offrire una prestazione impeccabile a più ansia e autocritica, oltre che a minore autostima sessuale, desiderio ed eccitazione.


L’ansia allontana dalle sensazioni

Durante un rapporto può capitare di concentrarsi sul proprio aspetto, sul modo in cui ci si sta comportando o sulla reazione dell’altra persona. In questo modo una parte dell’attenzione si sposta dall’esperienza concreta al controllo di ciò che sta accadendo.

Una ricerca su oltre 900 adulti ha rilevato un legame tra preoccupazioni perfezionistiche, distrazione mentale durante l’attività sessuale e disagio. Il lavoro è osservazionale e quindi non dimostra un rapporto di causa ed effetto, ma indica che il controllo costante della prestazione può rendere più difficile restare presenti alle proprie sensazioni.


I risultati dopo la menopausa

Un trial casuale pubblicato sulla rivista Menopause ha coinvolto 108 donne iraniane tra 45 e 60 anni, tutte in postmenopausa. Le partecipanti sono state distribuite in tre gruppi: una parte ha seguito un percorso di consulenza fondato sul sesso abbastanza buono, un’altra un intervento secondo il modello PLISSIT, mentre il terzo gruppo ha ricevuto le cure abituali senza un programma specifico sulla sessualità.

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Dopo due mesi, entrambi i gruppi sottoposti a consulenza hanno mostrato risultati migliori rispetto al gruppo di controllo per intimità, soddisfazione e qualità della vita sessuale. I dati, però, non dimostrano la superiorità del modello del sesso abbastanza buono sul metodo PLISSIT: tutti e due gli interventi hanno prodotto benefici rispetto alle cure standard.

La menopausa può modificare lubrificazione, tessuti genitali, desiderio ed eccitazione. A influenzare la sessualità concorrono anche aspetti psicologici e relazionali. Pretendere di vivere il sesso nello stesso modo di prima può quindi diventare un’aspettativa poco realistica, mentre riconoscere i cambiamenti non equivale ad accettare una vita intima insoddisfacente.


Flessibilità senza rinunciare al benessere

Lo studio deve essere letto con prudenza: il campione comprendeva 108 donne iraniane e il periodo di osservazione si è fermato a due mesi. Saranno necessarie ricerche più ampie e prolungate per verificare se gli effetti restino nel tempo e siano applicabili a popolazioni diverse.

Ridurre la pressione della prestazione non significa mettere da parte i propri bisogni. Rispetto, ascolto, piacere e reciprocità restano aspettative legittime. Il sesso abbastanza buono non dovrebbe inoltre essere usato per normalizzare rapporti dolorosi, un calo persistente del desiderio o difficoltà che richiedono un confronto medico o psicologico.

L’idea centrale è rivedere il criterio con cui si giudica un’esperienza sessuale. Il suo valore non dipende dalla ripetizione di una prestazione perfetta, perché desiderio e piacere cambiano con il corpo, l’età, la relazione e il momento della vita.

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