Linus, la benda all’orecchio svela un rischio spesso ignorato
L’intervento ha riportato l’attenzione sugli epiteliomi, tumori cutanei frequenti legati soprattutto ai raggi ultravioletti e generalmente curabili se affrontati in tempo.
Una medicazione sull’orecchio destro e un’immagine modificata per richiamare Vincent van Gogh: Linus ha scelto l’ironia per spiegare ai suoi follower perché, per circa dieci giorni, apparirà con una benda durante DJCI. Il direttore artistico di Radio Deejay ha precisato che l’intervento si è reso necessario per un epitelioma, definito da lui stesso un problema comune ma da non trascurare.
La lesione specifica diagnosticata a Linus non è stata resa nota. Si sa soltanto che è stata rimossa chirurgicamente e che la zona interessata è l’orecchio, una parte del corpo spesso esposta al sole e non sempre protetta con attenzione.
Epitelioma e melanoma sono diversi
Il termine epitelioma indica una categoria di tumori cutanei non melanocitari. Tra le forme più diffuse rientrano il carcinoma basocellulare e quello squamocellulare, ma non è possibile stabilire quale dei due riguardi il caso di Linus sulla base delle informazioni disponibili.
Il melanoma, invece, nasce dai melanociti, le cellule responsabili della produzione della melanina. Gli epiteliomi hanno un’origine differente e, nella maggior parte delle situazioni, restano circoscritti alla sede iniziale; il melanoma presenta invece una maggiore aggressività biologica e un rischio più rilevante di diffusione ai linfonodi e ad altri organi. Massimo Di Maio, direttore dell’Oncologia medica delle Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino e presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, ha chiarito che “non significa che siano malattie innocue”: anche questi tumori richiedono un trattamento completo.
Proprio la loro frequenza e il fatto che spesso vengano curati con successo fanno sì che i tumori cutanei non melanoma siano talvolta esclusi dalle principali statistiche oncologiche. Inserirli nei conteggi generali, infatti, renderebbe più difficile il confronto con i dati sulla mortalità degli altri tumori.
La chirurgia resta il trattamento principale
Quando la malattia è localizzata, l’approccio più utilizzato consiste nell’asportazione della lesione. L’intervento deve eliminare l’intero tumore e lasciare margini liberi, così da ridurre la probabilità che la neoplasia ricompaia nella stessa area.
Dopo l’operazione, il tessuto rimosso viene analizzato in laboratorio. L’esame istologico permette di definire la natura della lesione e di verificare se l’asportazione è stata sufficiente. Per questo, secondo Di Maio, non sono sempre adatte procedure come laser o bruciature, che possono rendere impossibile una valutazione completa del campione.
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La chirurgia degli epiteliomi è in genere meno complessa rispetto a quella richiesta da altri tumori, ma non è priva di difficoltà. Quando la lesione si trova sul viso o sull’orecchio, il medico deve conciliare la necessità di rimuovere tutto il tumore con l’attenzione al risultato estetico. La vistosa medicazione mostrata da Linus rende evidente proprio questo equilibrio.
Il sole colpisce anche le orecchie
L’orecchio è una sede esposta alle radiazioni ultraviolette, ma spesso viene dimenticata quando si applica la protezione solare. Il danno provocato dal sole rappresenta il principale fattore di rischio sia per gli epiteliomi sia, con caratteristiche biologiche diverse, per il melanoma.
A incidere possono essere anche il fototipo e l’età: con il passare degli anni l’incidenza di questi tumori tende ad aumentare. La protezione, però, non dovrebbe essere associata soltanto alle giornate estive trascorse al mare o in montagna. Anche nei mesi freddi è importante proteggere le aree esposte, soprattutto per chi trascorre molto tempo all’aperto o pratica sport.
Dopo l’intervento servono controlli
L’eliminazione della prima lesione non chiude necessariamente il percorso dermatologico. Chi ha già sviluppato un tumore cutaneo può infatti presentare una maggiore probabilità di svilupparne altri, in punti diversi del corpo, oppure di andare incontro a una recidiva.
Per questo il monitoraggio dovrebbe comprendere un controllo completo della pelle e non limitarsi alla zona operata. La frequenza delle visite dipende dalla situazione clinica e dalle indicazioni dello specialista, ma l’obiettivo è individuare rapidamente eventuali nuove anomalie.
Nella maggioranza dei casi la diagnosi arriva quando l’epitelioma è ancora confinato e la chirurgia è risolutiva. Se invece la lesione viene trascurata, può infiltrare i tessuti vicini e, più raramente, diffondersi a distanza. Nelle forme avanzate l’intervento può non bastare: per alcuni carcinomi basocellulari e squamocellulari sono disponibili anche farmaci innovativi e trattamenti biologici.
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