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Isabella Rossellini ricorda il padre all’Academy Museum

L’attrice ha aperto a Los Angeles la rassegna sui film di Roberto Rossellini, in programma fino al 30 novembre

Isabella Rossellini ha inaugurato a Los Angeles la retrospettiva dedicata a Roberto Rossellini. All’Academy Museum l’attrice ha presentato il cortometraggio autobiografico realizzato nel 2005 e ha ricordato il regista attraverso immagini e memorie familiari.

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Il programma della retrospettiva

La rassegna prosegue fino al 30 novembre con opere restaurate e materiali legati alla carriera del regista romano, nato nel 1906 e morto nel 1977. L’iniziativa è stata organizzata dall’Academy Museum insieme a Cinecittà e al ministero della Cultura.

Dopo la serata inaugurale, chiusa dalla proiezione di “Roma città aperta”, il programma prevede “Viva Ingrid!”, documentario sulla madre di Isabella diretto dal nipote Alessandro Rossellini, seguito da “Viaggio in Italia”, pellicola del 1954. Tra gli appuntamenti è prevista anche la prima mondiale del restauro in 4K di “La paura”, ultimo film girato da Roberto Rossellini con Ingrid Bergman.


I film sottoposti a restauro

Manuela Cacciamani, amministratrice delegata di Cinecittà, ha spiegato che l’istituto conserva da trent’anni i diritti di dieci opere rappresentative del regista. I titoli vengono sottoposti a nuovi interventi nei laboratori e custoditi anche in copie in formato 35 millimetri.

La conservazione delle pellicole ha avuto un ruolo centrale anche nel film scelto da Isabella Rossellini per raccontare il padre. Nel 2005, quando molte opere non erano ancora state restaurate, l’attrice le percepiva come immagini destinate a consumarsi e a scomparire.


Il ricordo di Roberto Rossellini

Accolta da un lungo applauso, Rossellini ha alternato fotografie, lettere e documenti di famiglia al racconto della propria infanzia. Ha descritto il padre come un uomo dalla pancia “rotonda, morbida, coccolosa”, sulla quale lei e i fratelli giocavano da bambini.

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“Se mio padre fosse stato un animale, sarebbe stato un cavalluccio marino”, ha detto l’attrice, ricordando che in questa specie sono i maschi a portare i piccoli. Nel cortometraggio interpreta se stessa e diversi registi, tra cui Federico Fellini, Alfred Hitchcock e Charlie Chaplin, mentre il padre appare soltanto come una grande pancia senza volto.


L’incontro con Ingrid Bergman

Il film, diretto dal canadese Guy Maddin, ripercorre anche l’inizio della relazione tra Roberto Rossellini e Ingrid Bergman. L’attrice svedese rimase colpita da “Roma città aperta” e da “Paisà”, quindi gli scrisse proponendosi per lavorare con lui.

Rossellini ha ricordato che la madre, nella sua autobiografia, scelse di aprire il racconto proprio con l’effetto provocato da “Roma città aperta”, anziché con i dati della propria nascita. Da quell’ammirazione nacque la collaborazione con il regista, destinata a proseguire in cinque film e a portare alla nascita di tre dei sette figli di Roberto Rossellini, comprese Isabella e la gemella Isotta, nate nel 1952.

“Volevo fare un film che esprimesse le mie emozioni nei suoi confronti”, ha spiegato l’attrice durante l’incontro. Rossellini, 74 anni e 50 di attività cinematografica, ha ricevuto nel 2026 una candidatura all’Oscar per “Conclave”.

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