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Lifestyle 2 min di letturaAggiornato 1 ora fa

Il Met sceglie gli abiti quotidiani per il Gala 2027

La mostra riunirà oltre 200 capi comuni e materiali poveri trasformati dai grandi stilisti

Aggiornamento delle 20:00

L’apertura al pubblico è fissata per il 9 maggio 2027, pochi giorni dopo il gala, mentre la mostra resterà visitabile fino al 9 gennaio 2028. Andrew Bolton lavorerà con Stephanie Kramer ed Emily Mushaben. Il percorso sarà diviso nelle sezioni “Familiar Forms”, dedicata agli archetipi dell’abbigliamento, e “Common Matter”, sui materiali umili o di scarto.

Il Met ha scelto gli abiti di tutti i giorni come tema della mostra del Costume Institute e del Gala 2027. T-shirt, jeans, felpe, impermeabili e piumini saranno al centro dell’esposizione e dell’appuntamento previsto il primo lunedì di maggio.

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Il tema della mostra

L’iniziativa, intitolata “Straordinario: la moda e la poetica del quotidiano”, è stata annunciata da Vogue e dal museo newyorkese con un comunicato. La scelta arriva dopo la cancellazione, alla fine di agosto, della mostra dedicata a John Galliano.

Il percorso espositivo analizzerà il modo in cui gli stilisti hanno trasformato capi comuni in creazioni da passerella. Un’altra parte sarà dedicata all’impiego di materiali semplici, compresi carta, alluminio e plastica, diventati elementi di abiti e accessori di alta moda.

Andrew Bolton, curatore del Costume Institute, ha respinto l’idea che l’esposizione rappresenti un piano alternativo dopo il caso Galliano. Ha inoltre spiegato che Anna Wintour, da anni alla guida del gala, non avrebbe partecipato alla scelta del tema. “Vogliamo invitare i visitatori a guardare il quotidiano con occhi nuovi”, ha detto Bolton.


I capi in esposizione

La rassegna presenterà più di 200 pezzi. Circa un terzo arriverà dalle collezioni del museo, mentre gli altri saranno messi a disposizione dalle case di moda attraverso donazioni o prestiti.

Tra gli oggetti indicati figurano un piumino di alta moda realizzato da Charles James negli anni Trenta e alcuni capi della collezione grunge ideata da Marc Jacobs per Perry Ellis negli anni Novanta. Saranno presenti anche i celebri jeans di Calvin Klein indossati da Brooke Shields in una campagna pubblicitaria che all’epoca suscitò forti reazioni.

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Il pubblico troverà inoltre una giacca di pelle da motociclista reinterpretata da Junya Watanabe sulla base della linea del New Look di Dior. In mostra anche i jeans dall’effetto ingannevole creati da Matthieu Blazy per Bottega Veneta: sembrano in denim, ma sono realizzati in pelle.

Una sezione sarà riservata al riuso e al riciclo, con capi ottenuti dalla trasformazione di materiali e indumenti già esistenti. L’obiettivo dichiarato è mostrare come elementi ordinari possano assumere una nuova funzione nel lavoro degli stilisti.


Le reazioni dopo il caso Galliano

L’annuncio ha alimentato discussioni sui social. Alcuni utenti hanno iniziato a immaginare le letture più eccentriche del tema da parte delle celebrità sul tappeto rosso; altri hanno giudicato la proposta poco spettacolare.

Non sono mancate le critiche al ruolo delle maison, accusate da alcuni commentatori di prendere capi accessibili a tutti, rielaborarli e proporli poi a prezzi molto elevati. La presidente del Consiglio Comunale di New York, che nell’estate precedente aveva contestato la mostra su Galliano, ha invece definito il nuovo argomento inclusivo: “È un tema inclusivo che tutti possiamo appoggiare”.

Il gala del 2027 sarà il primo dopo le polemiche legate all’omaggio a Galliano, stilista condannato nel 2011 per le sue dichiarazioni antisemite. La vicenda aveva coinvolto anche Wintour, che aveva sostenuto l’idea della mostra poi cancellata.

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