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Lifestyle 2 min di lettura1 ott

Dire no cambia tutto: le storie di chi sceglie di opporsi

Florence Pugh, Tara e Paola Turci sono al centro di un numero dedicato al coraggio di difendere le proprie scelte, anche quando comportano errori o solitudine.

Il nuovo numero di Vanity Fair parte da una domanda scomoda: quanto conta, nel percorso di ciascuno, riuscire a dire no? Opporsi a ciò che accade o alle richieste degli altri può sembrare la strada più difficile, ma talvolta è l’unico modo per restare fedeli a se stessi.

Tra interviste, storie e opinioni, il giornale racconta persone che hanno scelto di esporsi senza adattarsi alle aspettative. Il filo conduttore è la figura del disturbatore: chi mette in discussione le regole, accetta il rischio di non essere compreso e trasforma l’autodeterminazione in una presa di posizione.


Florence Pugh non arretra

La copertina ideale di questo tema è Florence Pugh, ultima protagonista della trilogia delle muse iniziata con Gianna Nannini e proseguita con Tilda Swinton. L’attrice era già apparsa più volte alle sfilate di Valentino, durante gli anni in cui la direzione creativa della maison era affidata a Pierpaolo Piccioli.

Pugh ha conquistato per la sua capacità di muoversi fuori dagli schemi: nell’immagine, nelle scelte artistiche e nell’attivismo. La sua indipendenza, insieme alla fermezza con cui difende il proprio percorso, emerge più dei prossimi impegni professionali: sarà nei film Dune 3 e Avengers: Dooms Day e nella serie La Valle dell’Eden.


Il valore di scegliere se stessi

Tra i contributi del numero c’è l’intervista di Chiara Oltolini a Tara, musicista di 23 anni cresciuta nel Basso Lazio. I nonni della giovane sono stati esiliati dalla Palestina e, mentre si prepara a una tournée europea, lei presenta un album che mescola rhythm and blues e pop in arabo, inglese e italiano.

La vicenda di Tara viene proposta come un esempio di autodeterminazione e come un invito a riflettere sul prezzo, ma anche sulla forza, delle proprie scelte. La sua storia si inserisce nel tema più ampio di chi decide di non rinunciare alla propria voce, anche davanti a pressioni e aspettative esterne.

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Anche gli errori fanno strada

Un altro appuntamento è l’incontro con Paola Turci, realizzato da Stefania Saltalamacchia. Il titolo dell’intervista, L’errore che rifarei, riassume una posizione precisa: nel tentativo di raggiungere una versione più completa e felice di sé, sbagliare non è necessariamente una sconfitta da cancellare.

Il fallimento può diventare un passaggio indispensabile e persino un’esperienza da rivendicare. La cantante racconta così il rapporto con gli errori e con l’affermazione personale, dentro un cammino che raramente procede senza deviazioni.


Le tendenze degli accessori

Il numero propone infine un contenuto più leggero dedicato alla recente settimana della moda di Milano. La redazione ha selezionato le borse e le scarpe più interessanti viste in passerella.

La rassegna offre una panoramica sulle direzioni verso cui si sta muovendo il mondo degli accessori, con una scelta pensata per aiutare i lettori a orientarsi tra le prossime tendenze.

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