Dario Fo, il largo è realtà: ora Milano attende la Palazzina Liberty
A dieci anni dalla scomparsa, la città ricorda l’artista con una nuova intitolazione e annuncia il rilancio dello spazio dedicato anche a Franca Rame.
La nuova targa è stata scoperta, ma il ricordo di Dario Fo a Milano guarda già al prossimo appuntamento: la riapertura della Palazzina Liberty. Il Comune ha annunciato che lo spazio, dedicato al Nobel e a Franca Rame, tornerà a ospitare attività teatrali entro la fine dell’anno.
L’intitolazione del largo vicino all’Università Statale si è trasformata così in un momento di memoria, spettacolo e confronto sul futuro dell’eredità artistica della coppia.
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
La Palazzina Liberty aspetta il rilancio
Mattea Fo, nipote di Dario e Franca e presidente della fondazione a loro dedicata, ha chiesto che la riapertura non resti un atto formale. Il suo auspicio è che il Comune costruisca un progetto stabile, capace di fare dello spazio un punto di riferimento per ricordare il loro teatro e coinvolgere soprattutto le nuove generazioni.
L’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi ha confermato che l’edificio è stato restaurato, dopo un intervento definito complesso, e che il piano terra è pronto per accogliere spettacoli e iniziative. Secondo quanto anticipato, entro la fine dell’anno la Palazzina Liberty ospiterà un evento speciale organizzato insieme alla fondazione per ricordare Dario Fo.
Un omaggio tra teatro e memoria
La cerimonia ha avuto anche una dimensione scenica. Lodo Guenzi ha portato in scena un estratto di Morte accidentale di un anarchico, mentre Marina De Juli, già allieva di Fo e Rame, ha interpretato un brano di Mistero Buffo, contribuendo a mantenere viva la loro tradizione.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
All’appuntamento hanno partecipato numerose persone e personalità del mondo della cultura, tra cui Lella Costa e Gad Lerner. Presenti anche Silvia e Claudia Pinelli, figlie di Giuseppe Pinelli, insieme alla famiglia Fo.
Milano sceglie una definizione aperta
Il largo si trova a poca distanza dalla Statale, luogo legato alla prima rappresentazione di Mistero Buffo. La targa ricorda Fo come attore, drammaturgo e Premio Nobel per la Letteratura, ma per il sindaco Giuseppe Sala queste parole non riescono a racchiuderne pienamente il percorso.
«Trovare qualche definizione per lui sarebbe parziale e banale», ha detto Sala durante la cerimonia, spiegando di preferire rinunciare a classificare un artista che per molti anni ha fatto parte della vita culturale della città.
Mattea Fo ha sottolineato il contrasto con la giornata di dieci anni prima, quando si celebrarono i funerali sotto la pioggia. Ora, ha osservato, il sole accompagnava un’iniziativa che arriva dopo precedenti critiche della fondazione sull’assenza di interventi sufficienti per ricordare il Nobel.
Continua a leggere
Charlotte in metropolitana con Kate: il viaggio che sorprende Londra
Madre e figlia hanno percorso la Elizabeth Line senza nascondersi, attirando l’attenzione dei passeggeri durante un pomeriggio di shopping.
Leone XIV al Gemelli: la stanza blindata che fu dei predecessori
Il pontefice è ricoverato al decimo piano del Policlinico romano, in un ambiente riservato con cappella privata e protezione continua.
Matano, il caso Cuccarini riemerge: la risposta dopo anni
Nel podcast di Giulia Salemi, il conduttore ripercorre lo scontro del 2020 e commenta le parole con cui Lorella Cuccarini lo aveva accusato di egocentrismo e maschilismo.
Tumore al seno, il corto che dà voce a chi assiste ogni giorno
“La luce nella crepa” racconta il peso quotidiano di chi sostiene una persona malata e chiede maggiore attenzione per il ruolo degli assistenti familiari.