Leone XIV al Gemelli: la stanza blindata che fu dei predecessori
Il pontefice è ricoverato al decimo piano del Policlinico romano, in un ambiente riservato con cappella privata e protezione continua.
Non è una normale camera di degenza quella assegnata a Leone XIV al Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Il pontefice si trova nello stesso ambiente già utilizzato in passato da Giovanni Paolo II e Francesco, trasformato per l’occasione in uno spazio protetto e dotato di servizi essenziali per la sua permanenza.
L’accesso è sorvegliato senza interruzioni dalla Polizia di Stato, dalla Gendarmeria vaticana e dagli addetti alla sicurezza dell’ospedale. Anche la finestra affacciata sul piazzale è diventata parte della storia del luogo: da lì, il 13 marzo 2005, Giovanni Paolo II si mostrò per l’ultima volta ai fedeli per impartire la benedizione.
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Una camera con cappella privata
L’alloggio si trova al decimo piano, nell’ala destra della struttura, vicino all’area riservata ai pazienti solventi. L’ambiente conserva un’impostazione sobria, con il letto sanitario, gli strumenti per controllare i parametri vitali, alcuni mobili bianchi e un televisore.
A rendere la sistemazione diversa da una stanza ospedaliera comune sono soprattutto gli spazi aggiuntivi. Il pontefice dispone di un bagno personale, di un piccolo salotto destinato anche alla persona incaricata della sua assistenza e di una cappella privata con altare, inginocchiatoio e grande crocifisso.
Il ricovero dopo la scoperta del nodulo
Leone XIV dovrà sottoporsi alla rimozione di un nodulo polmonare individuato durante un controllo di routine. L’annuncio è arrivato dallo stesso Papa durante l’Angelus; secondo le informazioni fornite dal pontefice e dai medici, la situazione sarebbe sotto controllo.
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La notizia ha suscitato preoccupazione tra i fedeli, molti dei quali stanno pregando per una rapida ripresa del vescovo di Roma. Nei prossimi giorni il Papa resterà quindi al Gemelli, in un reparto organizzato per garantire sia le cure sia la necessaria riservatezza.
Perché i Papi scelgono il Gemelli
L’utilizzo di una struttura ospedaliera pubblica per i ricoveri papali è una consuetudine relativamente recente. Prima di Giovanni Paolo II, i pontefici venivano generalmente assistiti nel Palazzo Apostolico oppure nella residenza estiva di Castel Gandolfo; per visite ed esami specialistici si recavano invece all’ospedale Santo Spirito in Sassia.
Fu Giovanni Paolo II, negli anni Ottanta, a rendere abituale il ricorso al Gemelli per degenze più lunghe e frequenti. La vicinanza del Policlinico al Vaticano, appena 3 km, contribuì a farne una soluzione ritenuta pratica e sicura. Il Papa polacco definì quella sistemazione un “Vaticano terzo”, espressione rimasta legata alla stanza del decimo piano.
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