Chloé, applausi e un dubbio: il futuro di Chemena Kamali
La collezione Primavera-Estate 2027 celebra una femminilità libera e luminosa, mentre a Parigi cresce l’attesa sulle prossime mosse della direttrice artistica.
L’applauso finale ha sancito il successo della sfilata Chloé, ma non ha cancellato le indiscrezioni sul possibile addio di Chemena Kamali. All’Osservatorio di Parigi, tra luce estiva e tessuti mossi dall’aria, la stilista ha riportato in passerella l’immagine di una donna spontanea, gioiosa e sicura del proprio modo di essere.
La collezione Primavera-Estate 2027 si muove dentro i codici storici della Maison fondata da Gaby Aghion nel 1952. Il risultato è un racconto diviso per temi, in cui ogni uscita contribuisce a definire una femminilità leggera, sorridente e quasi impalpabile.
Il bianco detta il ritmo della collezione
Il colore più riconoscibile è il bianco, declinato attraverso materiali sottili e impalpabili che lasciano spazio al corpo e accompagnano ogni movimento. Attorno a questa tonalità ruotano anche il rosa cipria, il verde mandorla, l’arancio pesca e un luminoso bronzo.
Gonne, capi aderenti ricamati e abiti dalla linea impero restituiscono un’atmosfera sospesa tra le località marittime degli Hamptons e Hydra. L’insieme richiama la fine dell’estate evocata da una celebre filastrocca francese, con un’eleganza fresca e ariosa. Per le occasioni più formali compare anche lo smoking, reinterpretato in chiave candida.
Pioggia e libertà sulle spalle
La donna immaginata da Chloé rifiuta l’idea di sentirsi costretta, preferendo strade, giardini e spazi aperti. Anche il maltempo diventa così un’occasione per vestirsi con leggerezza: la proposta comprende ampi impermeabili, spesso costruiti con contrasti cromatici, da completare con cappelli a tesa larga coordinati.
Le forme ricordano la riscoperta della Belle Époque avvenuta negli anni Settanta, filtrata da una sensibilità moderna. Il guardaroba da pioggia non appare quindi come una semplice soluzione pratica, ma come un ulteriore capitolo dell’estetica libera e teatrale della Maison.
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Tra tute aderenti e gonne monumentali
Tra i look più sorprendenti c’è la tuta aderente, quasi una seconda pelle, resa più riconoscibile da ricami floreali. Natasha Poly l’ha portata in passerella in una versione dai toni agrumati, accompagnata dalla luce di un bracciale dorato: un insieme pensato per una serata elegante sul mare.
All’estremo opposto si trova la grande gonna plissettata, ampia e morbida, costruita su sovrapposizioni e volumi generosi. Le tonalità vanno dal bianco alla sabbia fino al verde celadon, mentre il contrasto con un top più vicino al corpo, ispirato alla lingerie, ne alleggerisce la presenza.
Una Maison riconoscibile
In prima fila, Claudia Schiffer, Claire Danes e Lou Doillon hanno seguito la sfilata. Quest’ultima ha attirato l’attenzione con gli enormi stivali foderati di Chloé, accessorio dalla personalità giocosa che riflette lo spirito ironico della collezione.
Kamali aveva promesso una stagione capace di esprimere il cuore e l’anima della Maison. A giudicare dalla risposta del pubblico, la sua lettura della donna Chloé — libera, carismatica e lontana da ogni rigidità — ha trovato una conferma sonora, indipendentemente da ciò che accadrà dopo questa passerella.
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