Chiara Galiazzo e la memoria: il ricordo che non vuole perdere
La cantante racconta il valore dei legami familiari e l’esperienza nella campagna The Unavailable Story dedicata alla consapevolezza sull’Alzheimer.
Il ricordo più prezioso per Chiara Galiazzo non coincide con un episodio preciso, ma con l’insieme delle persone che hanno accompagnato la sua crescita: i genitori, la sorella e la famiglia. È a loro che pensa quando immagina ciò che non vorrebbe mai smarrire.
La memoria nasce dai racconti
Per la cantante, conservare il passato significa soprattutto ascoltare. Durante le riunioni familiari raccoglie storie, episodi e aneddoti, chiedendo ai parenti di tornare su avvenimenti già narrati: ogni volta, osserva, può emergere un particolare nuovo.
«La memoria è fondamentale», ha spiegato. Da sempre Galiazzo cerca di custodire la storia della propria famiglia attraverso i racconti delle nonne. Quando Angelina non ha più potuto ricordare e parlare come prima, quei momenti condivisi le hanno permesso di restituirle, a sua volta, frammenti della vita vissuta insieme.
Secondo l’artista, i ricordi non conservano soltanto informazioni, ma anche emozioni e percezioni capaci di accompagnare una persona nel tempo. Perdere entrambi, sostiene, vorrebbe dire rinunciare a una parte della conoscenza maturata attraverso l’esperienza.
Canzoni costruite sui ricordi
La memoria attraversa anche il percorso musicale di Galiazzo. Nelle sue canzoni riappaiono relazioni ormai concluse, episodi dell’università, fantasie dell’infanzia e immagini rimaste impresse, come il gioco dello specchio appoggiato a terra nel tentativo di immaginare un tuffo dentro la sua superficie.
La cantante collega dunque la scrittura alla possibilità di attingere a ciò che si è vissuto. Senza ricordi, osserva, verrebbe meno anche la materia emotiva da cui nascono molte canzoni. Da Novembre porterà nei teatri Nuova Luce, progetto legato all’EP omonimo pubblicato il 18 settembre.
Questa attenzione al passato è stata messa alla prova anche sul piano digitale. Archiviando i contenuti del proprio profilo Instagram, Galiazzo si è accorta che i social potevano funzionare come un album personale, capace di riportare alla luce esperienze che credeva di avere dimenticato.
Un profilo vuoto per far riflettere
Il 20 settembre, sul suo account sono sparite fotografie e pubblicazioni. A rimanere visibile era soltanto una breve clip nelle Stories con la frase «Questa storia non è più disponibile». La scelta ha allarmato una parte dei follower, mentre altri hanno pensato a una possibile uscita musicale.
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La cantante ha raccontato di avere ritrovato, tra i contenuti messi da parte, le immagini legate alla pubblicazione di diversi brani, ma anche momenti privati: l’arrivo in casa della cagnolina Frida, oggi 10 anni, i Natali trascorsi con nonna Angelina e un viaggio in Islanda. Rivederli le ha restituito, per qualche istante, le sensazioni provate allora.
L’iniziativa faceva parte di The Unavailable Story, campagna promossa da Lilly con il patrocinio e la supervisione scientifico-divulgativa di Airalzh ETS - Associazione Italiana Ricerca Alzheimer. Galiazzo è uno dei cinque volti italiani coinvolti nel progetto, presentato il 21 settembre, Giornata Mondiale dell’Alzheimer.
Il dolore oltre la diagnosi
L’esperimento ha utilizzato l’assenza dei contenuti online per richiamare quella che può diventare l’assenza dei ricordi nella vita quotidiana. L’Alzheimer è infatti una patologia neurodegenerativa progressiva, in grado di compromettere memoria, autonomia, rapporti personali e prospettive future.
Galiazzo non ha vissuto direttamente la malattia, ma conosce persone vicine a familiari che l’hanno affrontata. Nella sua esperienza, la nonna, dopo i 95 anni, aveva sviluppato una forma di demenza senile: ricordava meno, riconosceva con difficoltà le persone e la situazione aveva coinvolto profondamente chi le stava accanto.
«Ti sembra che la persona si sia svuotata di se stessa», ha detto parlando di quella sofferenza. Proprio per questo considera importante usare la propria visibilità per sostenere temi sociali: una platea, a suo giudizio, comporta anche la responsabilità di accendere l’attenzione su alcune cause, pur senza poterle seguire tutte.
La cancellazione temporanea del profilo ha così trasformato un gesto semplice in un’occasione di confronto. Prima ancora di conoscere il motivo dell’assenza, gli utenti hanno sperimentato il senso di disorientamento prodotto dalla perdita improvvisa di immagini e tracce personali; il progetto ha poi collegato quella reazione al valore concreto della memoria e alla necessità di proteggerla.
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