Caterina Varzi racconta gli ultimi momenti di Tinto Brass
L’avvocata e compagna del regista ricostruisce la loro vita insieme, dall’ictus del 2010 alla risata prima della morte.
Tinto Brass è morto a 93 anni nella sua casa di Isola Farnese, alle porte di Roma. Caterina Varzi, sua moglie e compagna per vent’anni, ha raccontato gli ultimi momenti vissuti accanto al regista.
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Un legame oltre la differenza d’età
Varzi ha ricordato quanto l’intelligenza e la personalità di Brass rendessero irrilevanti i trent’anni che li separavano. «Rispetto a lui ogni uomo era banale e noioso», ha spiegato parlando del rapporto con il regista.
L’avvocata ha descritto una relazione fondata sulla complicità e su una comune insofferenza verso le convenzioni. A unirli, ha aggiunto, c’erano anche il rifiuto dell’autorità e una naturale distanza dai conformismi.
La memoria ricostruita insieme
Il loro rapporto era nato dopo un primo incontro legato a un documentario mai realizzato sulla vita di Brass. L’anno successivo Varzi lo aveva intervistato per raccontare l’uomo lontano dall’immagine pubblica: da quel confronto era cominciata una collaborazione intellettuale, poi diventata una storia d’amore.
Nel 2009 avevano realizzato il cortometraggio Hotel Courbet. Varzi avrebbe inoltre dovuto recitare in Ziva, l’isola che non c’è, mentre diverse sceneggiature scritte insieme non erano arrivate sul set.
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Un ictus, nel 2010, aveva però modificato la loro quotidianità e lasciato Brass senza memoria. Varzi ha raccontato di aver usato il suo archivio per aiutarlo a ricostruire il passato e a imparare nuovamente la propria biografia, un percorso che li aveva avvicinati ancora di più.
L’ultima mattina a Isola Farnese
La morte è arrivata dopo una colazione condivisa. Quando Varzi gli ha chiesto di alzarsi, Brass ha scherzato sul fatto che fosse ancora notte; poco dopo ha accettato di lasciare il letto e ha riso mentre lei lo prendeva bonariamente in giro.
Il regista è poi andato a radersi. Un urlo ha richiamato l’attenzione della moglie e del badante, ma quando Varzi è arrivata Brass era già morto. «Ci ha lasciato con la gioia di vivere», ha detto, aggiungendo di sentirsi sollevata perché non aveva sofferto.
Negli ultimi mesi Brass aveva affrontato due setticemie e un periodo di isolamento causato dalla chiusura della strada per una frana. La notizia del riconoscimento ricevuto alla Mostra del Cinema di Venezia gli aveva restituito energia, anche se le sue condizioni non gli avevano permesso di partecipare alla manifestazione.
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