Bunker in Italia, la mappa dei rifugi: quali sono davvero accessibili
Dalla Galleria Borbonica alle strutture di Milano e Torino, ecco dove si trovano i principali bunker italiani e cosa sapere sul loro eventuale utilizzo.
La Galleria Borbonica racconta uno dei capitoli più delicati della storia sotterranea di Napoli. Realizzata nel 1853 per volontà di Ferdinando II di Borbone, fu utilizzata dalla popolazione durante i due conflitti mondiali e oggi conserva numerose testimonianze della Napoli sotterranea.
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Nel Centro-Sud restano tracce imponenti
Anche il Lazio custodisce strutture nate con finalità militari o di protezione civile. A Sant’Oreste, in provincia di Roma, le gallerie del Monte Soratte formano un vasto complesso sotterraneo organizzato quasi come una città, mentre sotto Piazza Venezia si trova un rifugio di circa 72 m2 rimasto incompleto e privo delle finiture necessarie.
Nel parco di Villa Ada, a Roma, si trova invece un rifugio antiaereo fatto realizzare tra il 1940 e il 1942. La struttura, collocata a circa 350 m dalla villa, disponeva di porte blindate, sistemi per il ricambio dell’aria, acqua e servizi igienici. Le sue dimensioni consentivano persino il passaggio delle automobili, così da agevolare l’evacuazione dei Savoia. Dopo un lungo periodo di abbandono, il sito è stato recuperato e reso visitabile.
Roma conserva i rifugi più protetti
Un’altra struttura si trova a Villa Torlonia, già residenza romana di Benito Mussolini. Il rifugio è collocato oltre 6 m sotto il livello del terreno e fu schermato da una copertura di cemento spessa 4 m. Oggi il complesso è stato trasformato in museo.
La presenza di un percorso museale o turistico non equivale, però, a una disponibilità garantita durante un’emergenza. Per i siti citati non vengono indicate modalità generali di apertura in caso di guerra: l’eventuale accesso dipenderebbe dalle decisioni delle autorità e dalle condizioni della struttura.
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Tra Torino e Milano, rifugi sotto la città
A Torino sono censiti due rifugi. Il primo è posto a circa 10 m di profondità, sotto Palazzo Civico, e si raggiunge attraverso un corridoio lungo 30 m. Il secondo si trova sotto Piazza Risorgimento: misura 40 m in lunghezza e 4,5 m in larghezza, fu costruito nei primi anni Quaranta, in seguito lasciato inutilizzato e riaperto ai visitatori nel 1995.
Milano conserva invece diversi esempi distribuiti in varie zone. Il Rifugio 87 di Viale Luigi Bodio, vicino al Cimitero Monumentale, è collocato a 2 m sotto terra e copre una superficie di 220 m2. Durante la guerra comprendeva dieci stanze, due bagni e una cucina; altri siti si trovano in via Cesare Battisti, sotto la fontana di Piazza Grandi, nella zona Breda a est di Parco Nord e a Gioia, nei pressi della Stazione Centrale.
Il bunker del Passo delle Palade
Nel Trentino Alto Adige, in Val di Non, il Bunker Gampen si trova presso il Passo delle Palade. La costruzione risale al periodo compreso tra il 1935 e il 1939 e si sviluppa per circa 1,5 km.
Dal 2010 il complesso ospita esposizioni di diverso tipo ed è incluso tra i luoghi visitabili. Quasi tutti i rifugi italiani menzionati furono realizzati durante la Seconda guerra mondiale per proteggere i civili dai bombardamenti; molti, con il passare degli anni, sono diventati musei o spazi espositivi. La loro esistenza rappresenta quindi una testimonianza storica, ma non costituisce di per sé la certezza di poterli utilizzare come riparo in una situazione di pericolo.
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