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Lifestyle 2 min di lettura42 min fa

Ingorgo, il traffico diventa una trappola: cosa funziona davvero

La serie di YouNuts! porta in scena automobilisti bloccati e situazioni surreali, sostenuta da un cast corale ma frenata da storie non sempre compatte.

Restare immobili in mezzo al traffico, senza sapere quando e perché la coda ripartirà, diventa il punto di partenza per una commedia costruita su ansia, attesa e incomprensioni. Ingorgo osserva ciò che accade dentro le automobili ferme, trasformando una situazione ordinaria in una sequenza di episodi sempre più improbabili.

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L’attesa mette tutti alla prova

La serie alterna continuamente i diversi abitacoli e presenta personaggi alle prese con problemi molto lontani tra loro. Ci sono una madre ossessionata dai programmi sulla cronaca nera, le figlie condizionate dai suoi racconti, un carro funebre con un passeggero tutt’altro che morto e un gruppo di rapinatori costretto a rinviare il proprio piano.

Il meccanismo punta soprattutto sul contrasto tra la normalità del blocco stradale e la piega assurda presa dalle vicende. Le gag riescono a strappare qualche risata, ma la quantità di situazioni accumulate finisce talvolta per indebolire l’effetto comico invece di rafforzarlo.


Un cast ricco non basta

A dare continuità al progetto è una squadra di interpreti ampia, guidata da Alessandra Mastronardi, Stefano Fresi, Ninni Bruschetta e Ilenia Pastorelli. Nel corso degli episodi si aggiungono altri volti, tra cui Donatella Finocchiaro, Mario Ermito e Valentina Romani, in una struttura che affida ogni segmento a un diverso gruppo di personaggi.

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La produzione è firmata da YouNuts!, il duo romano composto da Antonio Usbergo e Niccolò Celaia, entrambi quarantenni. L’idea nasce come adattamento della serie spagnola Atasco e sfrutta un impianto produttivo semplice: pochi ambienti, molte situazioni e un cast chiamato a sostenere il ritmo.


L’originalità resta in coda

Il limite principale emerge quando i vari nuclei narrativi sembrano procedere senza un legame abbastanza solido. Alcune storie risultano poco dinamiche e non tutte riescono a valorizzare le premesse grottesche da cui prendono avvio.

Ingorgo conserva comunque una sua immediatezza e può incontrare il pubblico che apprezza gli equivoci surreali e le commedie corali. Nel confronto con il più tagliente film Ingorgo di Comencini, uscito nel 1979, la serie appare però meno incisiva e rischia di disperdere la propria originalità dietro un accumulo di trovate.

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