3.000Lettori online ora
Lifestyle 4 min di lettura2 ore fa

Brignone, la scelta dopo l’operazione: «Prima devo stare bene

La campionessa azzurra racconta il lungo recupero, le due medaglie d’oro di Milano Cortina 2026 e un futuro ancora legato allo sci, ma senza forzature.

Federica Brignone non vuole tornare in pista a ogni costo. Dopo l’operazione del 25 agosto e la rimozione dei ferri, la priorità è recuperare una condizione che le permetta di vivere e gareggiare senza dolore: «L’intervento l’ho fatto per la mia vita». Solo a quel punto valuterà una nuova stagione completa, dopo un’annata chiusa con appena tre gare.


La tigre serve anche per ripartire

Il percorso di recupero prosegue al J Medical e dovrebbe occupare almeno tutto il mese di ottobre. Dopo due settimane con le stampelle, la sciatrice è tornata alla fisioterapia quotidiana; l’obiettivo successivo è rimettere gli sci, ma senza stabilire scorciatoie o scadenze irrealistiche.

La sua esperienza è diventata anche un messaggio per chi affronta un infortunio. Brignone spiega di aver accettato subito la situazione, concentrandosi sui miglioramenti più piccoli per non lasciarsi sopraffare. La stagione immaginata prima dell’incidente è ormai cambiata, ma il desiderio resta lo stesso: completare un’annata intera e non rientrare soltanto per una gara.

Il simbolo di questo atteggiamento è la tigre del marchio Be Tiger, comparsa per la prima volta sul suo casco nel 2023 e poi trasferita su altri accessori. Per Brignone rappresenta una forza concentrata, non aggressiva, utile ad affrontare gli ostacoli con coraggio e lucidità.

Il 21 ottobre, al Festival del Cinema di Roma, sarà presentato il documentario *Federica, l’ultima Olimpiade*. Il film arriva mentre l’atleta continua a misurarsi con una fase delicata, nella quale la determinazione deve convivere con la necessità di ascoltare il corpo.


Nessun futuro lontano dalla montagna

Durante l’incontro al Festival dello Sport di Trento 2026, Brignone ha chiarito di non avere intenzione di abbandonare subito l’attività agonistica. «Sto ancora pensando a fare l’atleta, sia chiaro a tutti», ha detto, respingendo per ora l’idea di costruirsi un curriculum alternativo.

Dopo lo sci immagina viaggi, vacanze e molto tempo all’aria aperta. Non si vede invece in un ufficio, su un palco o dentro un programma televisivo; ha escluso anche la politica e ha spiegato che il matrimonio non rientra tra i suoi progetti. Il passaggio a una vita diversa, ha osservato, richiederà tempo perché chi ama profondamente il proprio lavoro deve prima elaborare il cambiamento.

Resta forte anche l’impegno per l’ambiente. La fotografia di un ghiacciaio scomparso, pubblicata di recente, le ha ricordato quanto sia rapido il mutamento delle montagne tra Cervinia e Zermatt. Secondo Brignone, la questione non riguarda soltanto la possibilità futura di sciare, ma il modo in cui tutti dovranno modificare le proprie abitudini per rendere la vita quotidiana più sostenibile.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Due ori arrivati contro ogni previsione

A Milano Cortina 2026 la valdostana è riuscita a conquistare due medaglie d’oro, un risultato che lei stessa non considerava realistico alla vigilia. La preparazione fisica e mentale era complicata: completare una manche era già difficile e, durante la prova di discesa, i problemi alla gamba erano aumentati.

Il lavoro più duro, ha raccontato, consisteva nel superare i segnali di allarme inviati dal corpo e il ricordo dell’incidente. La mente, naturalmente portata a proteggersi, rendeva difficile fidarsi di nuovo della velocità. Per questo ha interpretato il podio olimpico anche come un gesto di rispetto da parte delle avversarie, molte delle quali avevano vissuto a loro volta infortuni importanti.

Tra le immagini rimaste nella memoria ci sono l’inchino delle rivali e Brignone sollevata da Amos Mosaner. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella le aveva confidato di aver creduto nelle sue possibilità; lei aveva risposto con maggiore prudenza, ammettendo di non aspettarsi davvero quel doppio trionfo.


Un ritorno soltanto se possibile

Dodici mesi prima Brignone era arrivata allo stesso appuntamento con davanti un recupero ancora lungo e incerto. A Trento è stata accolta da un applauso prolungato, mentre la sua presenza serviva anche a fare il punto su un ritorno che, dopo i Giochi, non ha seguito una traiettoria semplice.

La campionessa ha spiegato che ama lo sci, l’adrenalina e la dimensione agonistica, ma non vuole più gareggiare a prezzo di una sofferenza continua. Prima dell’infortunio aveva raggiunto il livello più alto della carriera e avrebbe voluto goderselo più a lungo: pochi giorni dopo quell’apice, però, era finita in ospedale.

Il criterio per decidere il futuro sarà quindi il benessere complessivo. Brignone vuole tornare a divertirsi attraverso il lavoro e la competizione, perché la sola ostinazione renderebbe tutto troppo pesante, mentre il divertimento senza applicazione non basterebbe per vincere.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere