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Lifestyle 2 min di lettura2 ore fa

Schiaparelli, il guardaroba diventa un enigma surrealista

A Parigi Daniel Roseberry porta l’eredità di Elsa Schiaparelli nella moda quotidiana con capi modulari, ricami leggeri e nuove proporzioni

L’identità di Schiaparelli passa oggi da un equilibrio delicato: conservare l’impronta visionaria della fondatrice e, allo stesso tempo, trasformarla in abiti pensati per la vita di ogni giorno. A Parigi Daniel Roseberry ha presentato la nuova collezione femminile di moda pronta, aprendo una fase in cui il surrealismo diventa metodo di ricerca più che semplice riferimento estetico.


Il surrealismo cambia guardaroba

La proposta nasce dall’incontro tra la tradizione sartoriale francese e le radici texane dello stilista. Roseberry non si limita a riprendere l’archivio di Elsa Schiaparelli: ne traduce l’eredità attraverso volumi, materiali e proporzioni contemporanei, mantenendo centrale l’idea di un abito capace di trasformarsi in immagine, racconto e materia.

La differenza tra alta moda e moda pronta resta evidente, ma i due ambiti dialogano. Alla libertà sperimentale della prima si affianca l’esigenza della seconda di offrire un guardaroba concreto e componibile, in un comparto che, secondo Roseberry, raggiunge un valore di 3000 miliardi di dollari. Il risultato cerca quindi l’impatto visivo della sartoria d’alta gamma senza rinunciare alla praticità.


Capi separati, combinazioni infinite

Il principio della collezione è la scomposizione. Abiti e scollature, nati nel mondo dell’alta moda, vengono trasformati in elementi autonomi: corpetti, tute e pantaloni possono essere indossati insieme o separatamente, lasciando a chi li porta maggiore libertà nella costruzione dell’insieme.

Anche la gamma cromatica contribuisce a rendere più essenziale la proposta. Accanto al nero Schiap compaiono tonalità osso e burro, interrotte da pochi accenti intensi come il rosa acceso. Ne deriva un guardaroba modulare, grafico e riconoscibile, ma alleggerito rispetto alla dimensione più teatrale della sartoria.

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Dall’archivio arrivano nuovi dettagli

In passerella compaiono orli a lattuga, aperture irregolari e sagome più morbide. Le ruches in pelle e lino riprendono le tende che rivestivano le finestre del secondo piano della sede di Place Vendôme ai tempi di Elsa, mentre i ricami vegetali e le piume decorano camicie trasparenti e tessuti quasi impalpabili.

Il motivo floreale torna anche su una delle otto interpretazioni della giacca Schiap. I colori, scelti tra quelli presenti negli archivi della maison, comprendono blu martin pescatore, verde muschio e rosa salmone. In questo modo il passato non viene riprodotto alla lettera, ma usato come punto di partenza per una nuova lettura.


La maglieria allarga i confini

La maglieria assume un ruolo centrale, soprattutto grazie a un modello trasparente in viscosa che rielabora un tessuto sviluppato in origine da Elsa Schiaparelli. La leggerezza diventa così uno degli strumenti principali per trasferire l’immaginario della maison fuori dai materiali tradizionalmente associati all’alta moda.

Anche il ricamo inglese compie lo stesso percorso: nato nel territorio della sartoria più esclusiva, viene portato su capi destinati all’uso quotidiano. È la sintesi della collezione di Roseberry, che prova a rendere il surrealismo più accessibile senza privarlo della sua forza visiva.

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