Bianca Balti a Bruxelles: «La cura è leadership»
La modella ha parlato di malattia, sostegno psicologico e della fondazione Mind Your Cancer davanti agli eurodeputati.
Bianca Balti ha portato al Parlamento europeo di Bruxelles la propria esperienza oncologica. L’intervento si è svolto durante la Settimana per la parità di genere, in un incontro dedicato alla leadership femminile.
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La leadership dopo la malattia
La modella ha spiegato che il percorso contro il tumore ha modificato il suo modo di intendere il potere e l’influenza. A suo avviso, guidare non significa soltanto raggiungere una posizione prestigiosa, ma scegliere come utilizzare quella visibilità a beneficio degli altri.
«La leadership non è la meta, ma ciò che scegliamo di fare una volta arrivati lì», ha detto Balti durante il confronto organizzato dalla vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna. Nel suo intervento ha invitato chi ricopre ruoli di rilievo a rendere più accessibili le opportunità per le generazioni presenti, oltre che per quelle future.
Balti ha definito la malattia una svolta inattesa nella propria vita e ha sottolineato la necessità di agire senza rimandare. «Non possiamo dare per scontato il domani. Perciò dobbiamo mettere a disposizione subito tutta l’influenza che abbiamo, qualunque essa sia. Perché l’amore si traduce in azioni e la vita è adesso», ha affermato.
Il progetto Mind Your Cancer
L’esperienza personale ha portato la modella a fondare Mind Your Cancer, iniziativa pensata per sostenere chi affronta un tumore. Il progetto punta a considerare la persona nella sua interezza, con attenzione alla salute psicologica, alla qualità della vita e alle difficoltà che possono accompagnare le cure.
L’organizzazione si rivolge anche ai familiari e agli operatori sanitari che assistono i pazienti. Può inoltre finanziare progetti già avviati e si avvale di un comitato medico-scientifico incaricato di esaminare e sviluppare le attività.
Balti aveva raccontato che l’idea di poter essere utile ad altri pazienti le aveva dato energia nei periodi più complessi. La fondazione, annunciata ad aprile, è nata proprio dal desiderio di trasformare quella esperienza in un sostegno concreto per chi attraversa lo stesso percorso.
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Il sostegno dopo le terapie
Nel corso degli anni, la modella ha richiamato l’attenzione sulla fase successiva alla fine dei trattamenti. Dopo la diagnosi, ha spiegato, molte persone reagiscono concentrandosi sulla forza necessaria per affrontare le cure; quando queste terminano può però iniziare un’elaborazione emotiva altrettanto impegnativa.
La vita dopo la malattia non coincide necessariamente con quella immaginata prima della diagnosi. Balti ha raccontato che il supporto della psiconcologia le è stato d’aiuto e che proprio questa consapevolezza l’ha spinta a occuparsi del benessere psicologico dei pazienti anche dopo la conclusione delle terapie.
Al suo fianco, nel giorno della presentazione della fondazione, c’era il compagno Alessandro Cutrera, pilota automobilistico conosciuto nel 2024, l’anno della diagnosi. Cutrera le è rimasto vicino durante il periodo più difficile.
Sport e pari opportunità
All’incontro ha partecipato anche Arianna Fontana, vincitrice di 14 medaglie olimpiche. L’atleta ha indicato lo sport come uno degli ambiti in cui le donne possono sviluppare capacità di guida da trasferire poi nella società e nel lavoro.
Fontana ha collegato questa crescita ai valori appresi in gara, soprattutto alla capacità di resistere alle difficoltà. Sberna ha invece richiamato la responsabilità delle istituzioni e della società civile nel rendere la leadership un obiettivo raggiungibile, valorizzando le testimonianze emerse durante la settimana.
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