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Lifestyle 4 min di lettura1 ora fa

Bardem a Roma: cinema, diritti e il nome di Netanyahu

L’attore spagnolo ha ricevuto il riconoscimento alla carriera da Paolo Sorrentino e ha presentato il film di Rodrigo Sorogoyen in uscita il 12 novembre.

Il nuovo film di Rodrigo Sorogoyen porta Javier Bardem nei panni di un regista famoso, Esteban Martínez, costretto a riavvicinarsi alla figlia Emilia dopo averle affidato il ruolo principale della sua prossima opera. La pellicola, intitolata El ser querido (L’essere amato), arriverà nelle sale italiane il 12 novembre con Movies Inspired, dopo il passaggio al Festival di Cannes e l’inserimento nella sezione Best of 2026 della Festa del Cinema di Roma.

Il personaggio interpretato da Bardem ha alle spalle una vita segnata da eccessi e violenze. Il progetto cinematografico diventa così l’occasione per affrontare un rapporto familiare compromesso da anni e per cercare le ragioni della distanza tra padre e figlia.

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Un premio che non basta celebrare

Nel corso della serata romana, Bardem ha riflettuto anche sul significato dei riconoscimenti ricevuti dopo una carriera costruita accanto a registi come i fratelli Coen, Woody Allen, Sam Mendes, Denis Villeneuve, Julian Schnabel e Alejandro Amenábar. L’attore ha invitato a non trasformare i premi in un punto d’arrivo definitivo.

«Credo che i premi debbano essere ricevuti, apprezzati, celebrati e poi dimenticati», ha detto dopo aver ricevuto il riconoscimento. Per Bardem, il modo migliore di onorare ciò che gli viene affidato è continuare a lavorare, crescere e dimostrare con i film futuri di meritare la fiducia del pubblico.


Dai selfie alla denuncia politica

Prima delle riflessioni più impegnate, l’attore ha conquistato il pubblico con un gesto inatteso. Dopo aver firmato autografi e scattato fotografie con i fan, si è sistemato tra i fotografi del tappeto rosso, trasformando la passerella in una scena giocosa e mostrando un atteggiamento lontano dalla distanza abituale delle star.

A 57 anni, Bardem ha però usato l’incontro con la stampa anche per parlare di responsabilità civiche e tutela dei diritti fondamentali. Rievocando il contrasto tra la bellezza di Roma e le pagine più oscure della storia, ha affermato: «Ma poi può esserci Mussolini, se abbandoniamo le nostre responsabilità di cittadini e diamo potere a chi è assolutamente contrario ai diritti umani fondamentali. Ma questo è anche Franco, e questo è Hitler, e questo è Netanyahu».

L’attore ha inoltre commentato le proteste promosse dai giovani in diversi Paesi europei, a partire dalla Spagna e con mobilitazioni anche in Francia e Italia. A suo giudizio, quelle iniziative esprimono energia e desiderio di futuro; agli adulti spetta il compito di accompagnare i ragazzi con una presenza concreta, sia sul piano personale sia su quello professionale.

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Il grande schermo cerca ancora il pubblico

Tra i ragazzi incontrati a Roma, Bardem ha notato anche l’interesse per opere capaci di proporre contenuti e riflessioni, oltre il consumo guidato dalle piattaforme digitali. La loro partecipazione, secondo l’attore, dimostra che esiste ancora una richiesta di cinema non ridotto alle indicazioni degli algoritmi.

La sua idea del cinema nasce proprio dalla possibilità di creare un’esperienza condivisa. «Viviamo in un tempo di disconnessione, nel quale sentiamo di essere in contatto gli uni con gli altri, ma siamo distanti», ha osservato, spiegando che una sala buia può riunire persone diverse e trasformare la visione in un viaggio emotivo comune.

Bardem ha citato anche il suo legame con la tradizione italiana. Il film che rivede più spesso è 8½ di Federico Fellini, un’opera che, a suo dire, ogni volta offre nuovi elementi da scoprire. Quanto alla possibilità di lavorare con un regista italiano, la risposta è stata immediata e sorridente: «Certo, chi non vorrebbe?».


Sorrentino firma l’omaggio romano

Il Premio alla Carriera della ventunesima Festa del Cinema di Roma è stato consegnato da Paolo Sorrentino nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Alla cerimonia erano presenti anche Paola Malanga, direttrice artistica della manifestazione, e Salvatore Nastasi, presidente della Fondazione Cinema per Roma.

Sorrentino ha raccontato con ironia la consuetudine che accompagna i loro incontri: Bardem gli ripeterebbe spesso che dovrebbero realizzare un film insieme. L’attore spagnolo ha ricambiato l’omaggio ricordando quanto lo abbia colpito La grande bellezza, prima di ringraziare per il riconoscimento e scherzare sul proprio «terribile italiano».

La serata ha così unito il tributo a una carriera internazionale, la presentazione di un nuovo lavoro e una riflessione sul ruolo del cinema nella società. Sullo sfondo, è rimasta la convinzione di Bardem che i film possano ancora ridurre le distanze tra le persone.

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