Solitudine e truffe d’amore: il raggiro può colpire chiunque
Mariana van Zeller si è trasformata in una finta corteggiata per mostrare come messaggi, solitudine e intelligenza artificiale alimentino i raggiri sentimentali.
La solitudine è il terreno più favorevole per chi costruisce inganni sentimentali in rete. «È una vera e propria epidemia», ha osservato Mariana van Zeller, ricordando che il fenomeno non riguarda soltanto gli Stati Uniti: in Europa una persona su quattro dice di sentirsi sola almeno una volta alla settimana e una su otto vive una condizione di solitudine generale.
Anche il modo di raccontare queste truffe risente di un pregiudizio. Gli uomini rischiano quanto le donne, ma queste ultime parlano più spesso di ciò che è accaduto, soprattutto quando pensano che la propria esperienza possa mettere in guardia altre persone. Vergogna e senso di colpa, infatti, sono spesso parte del danno subito.
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La solitudine apre la porta all’inganno
Il meccanismo parte di frequente da un corteggiamento insistente. Il truffatore invia messaggi per settimane o mesi, alimenta la confidenza e si presenta come una persona affidabile; la richiesta di denaro arriva quando il rapporto virtuale sembra ormai diventato reale.
In questo modo la vittima non percepisce più l’interlocutore come uno sconosciuto. Anche davanti ai primi segnali sospetti può scegliere di non interrompere il contatto, perché riconoscere l’inganno significherebbe affrontare una perdita affettiva oltre che economica. «Può succedere a chiunque», ha sottolineato van Zeller, invitando a non trasformare le vittime nell’unico bersaglio delle critiche.
Un business criminale da miliardi
Negli Stati Uniti un adulto su sette afferma di avere perso denaro a causa di raggiri di questo genere. Nel solo 2025, secondo i dati citati dalla giornalista, le somme sottratte hanno superato 1 miliardo di dollari, una cifra che comprende soltanto gli episodi denunciati e che non restituisce quindi la dimensione effettiva del fenomeno.
Considerando l’insieme delle frodi, non soltanto quelle sentimentali, il valore mondiale dell’attività criminale arriverebbe a circa 450 miliardi di dollari ogni anno. Si tratta di un giro d’affari che, per redditività, avrebbe superato persino il narcotraffico.
L’inchiesta parte da un’identità falsa
Per capire come agiscono i seduttori digitali, van Zeller ha creato un personaggio fittizio. Con parrucca, occhiali e nuovi profili sui social e sulle piattaforme d’incontri, si è presentata come una possibile vittima e ha atteso l’arrivo dei primi contatti, giunti in breve tempo.
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Uno degli uomini incontrati sosteneva di essere un generale decorato. Grazie al supporto di un hacker, la reporter è riuscita a risalire alla sua identità e a rintracciarlo. L’indagine ha mostrato quanta costanza venga investita nel rapporto: il contatto quotidiano serve a consolidare un legame prima di passare alla richiesta economica.
L’intelligenza artificiale rende tutto più credibile
A complicare i controlli contribuiscono gli strumenti digitali. I truffatori già utilizzavano ChatGPT e immagini o filmati manipolati; oggi la qualità delle falsificazioni è cresciuta al punto da rendere più arduo distinguere una videochiamata autentica da una costruita artificialmente.
Nel documentario, il presunto compagno della giornalista appare in collegamento attraverso l’animazione della fotografia di un uomo. La voce, caratterizzata da un marcato accento africano, completa una messinscena pensata per rafforzare l’impressione di trovarsi davanti a una persona reale.
Il caso della falsa relazione famosa
Tra le storie raccolte c’è anche quella di una donna convinta di avere una relazione con Jon Bon Jovi. La vittima, ormai vicina a perdere la casa e sopraffatta dall’imbarazzo, conserva messaggi video in cui il cantante le augurerebbe la buona notte prima di sollecitare nuovi bonifici.
La giornalista ha deciso di occuparsi del tema dopo avere notato la reazione ricorrente di amici e familiari: davanti a chi invia denaro a uno sconosciuto, la domanda è spesso come sia stato possibile lasciarsi ingannare. La sua inchiesta prova invece a spostare l’attenzione sui metodi di chi sfrutta emozioni comuni come amore, speranza, paura e desiderio di sicurezza.
Il risultato è «Super Truffami», documentario del National Geographic disponibile dal 18 ottobre su Disney+. Van Zeller, giornalista investigativa premiata agli Emmy, vi racconta le frodi sentimentali come una delle forme più diffuse e devastanti di criminalità economica.
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