Beppe Sugar, l’eredità di un uomo che ha riscritto la moda
Con la morte del fondatore di Sugar scompare un protagonista capace di trasformare il buyer in un osservatore creativo, scopritore di talenti e interprete del gusto
La scomparsa di Beppe Angiolini lascia alla moda italiana una figura difficilmente classificabile: non soltanto un commerciante, ma un mediatore tra creatività, mercato e pubblico. Attraverso le sue scelte ha contribuito a dare valore culturale alla selezione dei capi e dei marchi destinati alle boutique.
La sua fama aveva superato da tempo i confini degli operatori del settore. Il pubblico televisivo lo aveva incontrato soprattutto nei programmi dedicati ai look del Festival di Sanremo, dove interveniva come esperto di stile. In ambito internazionale, invece, era arrivato anche a Downing Street: per iniziativa di Giorgio Armani partecipò a un appuntamento sulla moda britannica insieme a Tony Blair, allora primo ministro, e all’allora principe Carlo.
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
Un lutto per il sistema moda
Angiolini è morto a 73 anni sabato 17 ottobre ad Arezzo, la città nella quale aveva costruito la propria storia professionale, dopo una lunga malattia. Era noto anche con il soprannome di Beppe Sugar, legato al negozio che aveva trasformato in un indirizzo di riferimento per la moda più sperimentale.
Nel corso della sua attività aveva guidato anche Camera Buyer Italia, l’associazione dei principali punti vendita multimarca del Paese, assumendone in seguito la presidenza onoraria. Da quella posizione aveva lavorato perché il mestiere del buyer ottenesse maggiore riconoscimento all’interno dell’industria della moda.
Da Arezzo alla boutique Sugar
Il suo ingresso nel settore risale alla fine degli anni Settanta, quando inaugurò una boutique in Corso Italia, nel cuore di Arezzo. La decisione si discostava dal percorso immaginato dalla famiglia, che lo avrebbe voluto nell’azienda agricola di casa, ma rispecchiava una passione già evidente durante gli anni di scuola.
Angiolini amava sperimentare con l’abbigliamento: portava pantaloni a zampa, capispalla molto lunghi e combinazioni cromatiche non convenzionali. Quell’inclinazione personale divenne il punto di partenza di una carriera durata quasi mezzo secolo e culminata nella crescita di Sugar, frequentato anche da una clientela internazionale.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il buyer come talent scout
La sua attività non si limitava alla scelta delle griffe più note. Angiolini cercava progettisti ancora da scoprire e contribuiva a portarli all’attenzione del pubblico: tra i nomi sostenuti figurano Romeo Gigli e Jean Paul Gaultier. Seguì inoltre le trasformazioni dello stile di Hedi Slimane, da Dior Homme a Saint Laurent, e il nuovo corso creativo di Alessandro Michele in Gucci.
Per lui, acquistare collezioni significava leggere in anticipo i cambiamenti del gusto e favorire un confronto tra chi disegnava gli abiti e chi li avrebbe indossati. Questa impostazione lo portò anche a collaborare alla nascita di collezioni per Ermanno Scervino, Cavalli e Iceberg.
Legami, intuizioni e collaborazioni
Nel tempo Angiolini aveva stretto rapporti con numerosi protagonisti della moda, tra cui Giorgio Armani, Roberto Cavalli, Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, oltre che con la maison Fendi. Armani fu tra i primi a interessarsi al suo percorso e contribuì anche a renderlo partecipe di occasioni di rilievo fuori dall’Italia.
Il suo ruolo, intanto, era diventato quello di un osservatore capace di individuare segnali prima che si trasformassero in tendenze consolidate. Con la sua morte, il settore perde quindi un professionista che ha reso riconoscibile la figura del buyer e ha mostrato come una scelta compiuta in negozio possa influenzare designer, marchi e pubblico.
Continua a leggere
Gossip, tre casi fanno discutere: dalla menopausa al mistero Arcuri
Alessia Marcuzzi racconta il rapporto con la menopausa, mentre lo scontro sull’outing a Ballando e le parole del Principe riaccendono il gossip televisivo.
Liam Payne, il tributo degli amici e quelle ultime ore che Kate non dimentica
A due anni dalla morte del cantante, la compagna lo ha ricordato sui social mentre Harry Styles e Niall Horan gli dedicavano musica e parole
Scuola senza schermi? Pellai: «L’IA sta già facendo danni
Lo psicoterapeuta Alberto Pellai invita adulti e insegnanti a restituire ai più giovani fatica, regole, sport e tempi vuoti per rafforzarne le risorse interiori.
Solitudine e truffe d’amore: il raggiro può colpire chiunque
Mariana van Zeller si è trasformata in una finta corteggiata per mostrare come messaggi, solitudine e intelligenza artificiale alimentino i raggiri sentimentali.