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Lifestyle 3 min di lettura2 ott

Amore, la lezione di Lorraine de Foucher: «Ci sentivamo soli

La giornalista di Le Monde racconta emozioni, app di incontri e disuguaglianze attraverso le storie raccolte nella rubrica Amore che vieni amore che vai.

«Ho iniziato questo lavoro perché anch’io mi sentivo sola davanti alle emozioni». Lorraine de Foucher, giornalista di Le Monde, ha trasformato quella fragilità personale in un percorso di ascolto: incontrando decine di persone alle prese con sentimenti simili, ha contribuito a farle sentire meno isolate. La sua rubrica è diventata così anche uno spazio di confronto collettivo sull’amore e sulle relazioni.


Ogni storia riflette un’epoca

Nel progetto S’aimer comme on se quitte, pubblicato in Italia da Internazionale con il titolo Amore che vieni amore che vai, de Foucher ha seguito le vicende sentimentali dall’avvio alla conclusione. Il suo interesse non si è concentrato soltanto sull’esito delle coppie, ma sulle parole utilizzate dalle persone per spiegare desideri, paure, incomprensioni e separazioni.

La giornalista racconta di aver trovato, nei molti incontri realizzati, qualcosa di intimo e insieme condivisibile. A suo avviso, parlare di relazioni significa anche osservare la società: un docente di sociologia le ha spiegato che amiamo nei modi che l’epoca in cui viviamo ci consente. Per questo, secondo de Foucher, sarebbe interessante riproporre un’esperienza simile tra vent’anni e verificare cosa sarà cambiato.


L’inizio contiene già la fine

Per de Foucher, una relazione porta spesso in superficie fin dai primi momenti gli elementi che in seguito potranno diventare difficili da sopportare. «Quando incontri qualcuno tutto è già lì. La fine è contenuta nell’inizio e spesso ciò che adoriamo di qualcuno lo detesteremo poi», ha spiegato parlando del suo metodo di racconto.

Questa ambivalenza rende le storie particolarmente intense: all’inizio le emozioni sono forti e i ricordi molto nitidi, mentre la separazione può lasciare una traccia altrettanto precisa, sia dopo poche ore sia dopo decenni. L’idea di un amore destinato necessariamente a durare per sempre, invece, le appare legata a una dimensione quasi religiosa e anche rischiosa, soprattutto quando una coppia molto giovane immagina già una felicità identica per i successivi settant’anni.


Le app moltiplicano le possibilità

Le applicazioni per incontri hanno ampliato enormemente il campo delle conoscenze. In passato, osserva la giornalista, chi viveva in un piccolo paese italiano negli anni Cinquanta poteva incontrare soprattutto persone presenti in un’area ristretta; oggi gli strumenti digitali consentono di entrare in contatto con individui lontanissimi, persino dall’altra parte del pianeta.

L’aumento delle possibilità, tuttavia, non garantisce automaticamente un legame. De Foucher richiama l’idea del “dolore dell’infinito” formulata dal sociologo francese Émile Durkheim: poter scegliere tra moltissime persone può diventare anche una forma di smarrimento, fino al paradosso di avere numerosi contatti e nessun incontro davvero significativo.

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Amore e potere non sono separati

La riflessione della giornalista riguarda anche i diritti delle donne. In Italia una donna viene uccisa mediamente ogni tre giorni; in Francia i casi sono circa 150 ogni anno. De Foucher considera i femminicidi crimini politici, espressione di un sistema patriarcale nel quale la violenza può diventare l’ultimo atto del possesso e del controllo maschile.

A suo giudizio, il problema non si risolve rapidamente perché il patriarcato è una struttura di dominio antichissima e incontra forti resistenze politiche, soprattutto mentre cresce l’estrema destra in Francia. Le leggi, da sole, non hanno ridotto il fenomeno: servono formazione, discussione e consapevolezza. «Solo il fatto di essere donne è un problema, mentre noi vogliamo essere persone», ha affermato.

Anche l’immaginario romantico tradizionale viene messo in discussione. La giornalista considera la commedia sentimentale hollywoodiana una forma di propaganda culturale che ha diffuso in tutto il mondo ruoli di genere rigidi, con la donna rappresentata come fragile e dipendente dalla conferma del desiderio maschile.


Ferrara ospita il confronto

Questi temi saranno al centro dell’incontro con Lorraine de Foucher e lo scrittore Francesco Pacifico, in programma sabato 3 ottobre alle 14.30 nel Cortile del Castello, nell’ambito del Festival di Internazionale a Ferrara. A condurre il dialogo sarà Claudio Rossi Marcelli di Internazionale.

La manifestazione, organizzata da Internazionale, si svolgerà dal 2 al 4 ottobre per la ventesima edizione. Il confronto affronterà il percorso di una relazione, dalle condizioni che favoriscono l’incontro fino alle ragioni che possono condurre alla rottura, intrecciando sentimenti, trasformazioni sociali e ridefinizione dei ruoli di genere.

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