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Food 1 min di lettura4 ore fa

Un secolo di Pooh: la sorpresa nel piatto non è il miele

I racconti di Milne, arrivati al traguardo dei cent’anni, raccontano anche abitudini alimentari britanniche ormai quasi scomparse.

Winnie the Pooh è entrato nell’immaginario collettivo soprattutto per la sua passione per il miele. Nei racconti di A. A. Milne, però, compaiono anche altri alimenti oggi molto meno familiari, capaci di restituire un frammento della cultura alimentare britannica di un secolo fa.

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Il miele non era l’unico protagonista

Accanto al miele trovano spazio il latte condensato e l’estratto di malto. Ingredienti che, riletti oggi, spostano l’attenzione dal semplice tratto caratteriale dell’orso a un repertorio di prodotti allora riconoscibili nella vita quotidiana.

La presenza di questi alimenti amplia il ritratto gastronomico legato a Winnie the Pooh. Il miele resta il simbolo più famoso, ma le pagine di Milne conservano riferimenti a una tavola più varia, nella quale dolcificanti e preparati energetici avevano un ruolo ben visibile.

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Nei racconti riaffiora un’epoca

A cent’anni dalla pubblicazione, quei riferimenti assumono anche un valore storico. Latte condensato, estratto di malto e ricostituenti destinati ai bambini appartengono a un lessico alimentare che oggi è molto meno presente nella conversazione comune.

I racconti, quindi, non custodiscono soltanto le avventure di Winnie the Pooh e dei suoi compagni. Tra un richiamo al miele e un alimento ormai dimenticato, offrono anche una traccia della Gran Bretagna di allora e delle sue abitudini a tavola.

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