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Food 1 min di lettura2 ore fa

Sauvignon, il test che mette in crisi 12 nasi: l’IA vede oltre

Un esperimento mostra i limiti della percezione umana e suggerisce un rapporto più utile tra degustatori e strumenti artificiali.

Dodici degustatori non sono riusciti a descrivere correttamente un Sauvignon, mentre le macchine hanno individuato le differenze richieste dal test. Il risultato non cancella il valore dell’esperienza umana, ma segnala quanto il naso possa essere influenzato dai propri limiti.

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Quando il naso non basta

La degustazione si basa sulla capacità di riconoscere e distinguere profumi e caratteristiche del vino. Tuttavia, anche un gruppo di assaggiatori può non cogliere alcuni elementi presenti nel campione, soprattutto quando le differenze sono difficili da isolare.

L’esito del confronto suggerisce quindi di affiancare alla sensibilità individuale un metodo più analitico. L’approccio scientifico può aiutare a verificare ciò che i sensi non riescono a identificare con precisione.

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L’intelligenza artificiale come alleata

Secondo Carlo Ferretti, il rapporto tra persone e strumenti di intelligenza artificiale non dovrebbe essere impostato come una sostituzione. «L’uomo può mostrare all’Ai dove guardare. L’Ai può mostrare all’uomo ciò che non aveva visto», afferma.

La prospettiva indicata da Ferretti è dunque quella della collaborazione: il degustatore offre esperienza e direzione, mentre la tecnologia può far emergere dettagli rimasti fuori dall’osservazione umana. Il caso del Sauvignon diventa così un esempio dei possibili vantaggi di un uso consapevole dell’IA.

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