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Food 2 min di lettura1 ora fa

Profumi al matcha e al tabasco: perché il cibo si annusa

Le fragranze ispirate agli alimenti conquistano il mercato e i farmaci GLP-1 potrebbero cambiare anche il modo in cui scegliamo gli odori.

Non è più soltanto una questione di vaniglia o cioccolato: oggi nei profumi compaiono ciliegia, sesamo, miso, tartufo, riso, matcha e perfino tabasco. Le fragranze che evocano il cibo stanno guadagnando spazio perché intercettano sia il desiderio di familiarità sia gusti sempre più insoliti.

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Gli odori diventano una nuova forma di appetito

La svolta sarebbe iniziata durante la pandemia, quando l’acquisto a distanza rendeva più rassicuranti profumi riconoscibili attraverso note già legate all’esperienza alimentare. Tra i precedenti più noti figurano Angel di Thierry Mugler, lanciato nel 1992 con un richiamo allo zucchero filato, e Nina di Nina Ricci, arrivato nel 2006 con un’impronta da mela caramellata.

A questa evoluzione si aggiunge ora la diffusione dei medicinali GLP-1, utilizzati per il trattamento dell’obesità e sempre più presenti nelle abitudini di consumo. L’ipotesi è semplice: quando il desiderio di mangiare diminuisce, gli aromi possono diventare un modo alternativo per evocare un piacere legato al cibo, senza consumarlo.


I farmaci possono cambiare i profumi

Gli effetti dei GLP-1, però, potrebbero essere più complessi. Queste molecole non agiscono soltanto sull’appetito: secondo Paule Joseph, condirettrice del Centro nazionale per olfatto e gusto presso gli istituti sanitari nazionali statunitensi, «un possibile effetto chemosensoriale dei farmaci GLP-1 non è un’ipotesi così improbabile».

L’area del bulbo olfattivo coinvolta nell’elaborazione degli odori può risentire dell’azione dei medicinali. Di conseguenza, una fragranza un tempo apprezzata potrebbe diventare sgradevole, mentre note prima ignorate potrebbero risultare improvvisamente attraenti. Givaudan, IFF, CPL Aromas e L’Oréal stanno studiando proprio il rapporto tra questi trattamenti e l’evoluzione delle preferenze olfattive.

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La nuova frontiera è sapida

Le aziende del settore stanno ampliando le proposte con profumi capaci di riprodurre dessert complessi, dalla torta banoffee al panettone e ai dolcetti glassati. L’obiettivo non è più limitarsi a un aroma dolce e immediatamente riconoscibile, ma ricreare una sensazione alimentare articolata.

Secondo Clotilde Drape, analista globale del comparto della bellezza per Mintel, le fragranze ispirate al cibo sono oggi la seconda area più dinamica per innovazione, dopo quella floreale. La loro presenza è arrivata al 24% nell’ultimo anno, contro il 9% registrato due anni prima.


La Generazione Z cerca note insolite

Il cambiamento riguarda anche i gusti dominanti. Accanto alle note di whisky, rum e tequila, si stanno affermando profumi piccanti, amari, tostati, salati e fermentati, molto lontani dai tradizionali accordi di vaniglia e cioccolato.

Nelly Di Mercurio, responsabile mondiale del marketing e della comunicazione di CPL Aromas, osserva che la Generazione Z mostra un interesse particolare per profili sapidi, affumicati e fermentati. In questo scenario trovano spazio ingredienti come sesamo, miso, riso, tartufo e matcha: il cibo non viene più soltanto gustato, ma trasformato in un’esperienza olfattiva.

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