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Food 4 min di lettura2 ore fa

Parmigiana, il segreto è aspettare: così resta compatta e filante

Melanzane fritte, pomodoro, mozzarella e parmigiano si alternano in una teglia da cuocere e lasciar riposare per ottenere strati saporiti, cremosi e ben definiti.

Prepararla con largo anticipo è il modo migliore per gustare una parmigiana di melanzane capace di mantenere la forma al taglio. Dopo almeno 3-4 ore di riposo a temperatura ambiente, la teglia può essere coperta con alluminio, riscaldata a 160 °C per circa 30 minuti e portata in tavola calda, filante e ben assestata.

In frigorifero si conserva per 3 giorni e può essere riscaldata sia in forno sia nel forno a microonde. È possibile anche congelarla in contenitori adatti: in questo caso va fatta scongelare in frigorifero, riscaldata seguendo le indicazioni precedenti e consumata entro 24 ore dallo scongelamento.


Varianti per ogni esigenza

Per una versione più leggera, le fette di melanzana possono essere grigliate invece di essere fritte. Devono avere uno spessore di circa 4-5 mm, mentre il procedimento per la composizione e la cottura resta invariato. In friggitrice ad aria, invece, la parmigiana richiede circa 20 minuti a 180 °C, con gli ultimi 3 minuti a 200 °C per rendere più dorata la superficie.

Esistono anche interpretazioni senza pomodoro, preparate con formaggi e basilico, oppure con l’aggiunta di uova, come nella versione napoletana della famiglia di zia Ninetta. Tra le alternative con altri ortaggi rientrano la parmigiana di zucchine, quella di zucca con scamorza, la versione di patate e la preparazione con i carciofi.


Cottura e riposo fanno la differenza

La teglia va sistemata nella parte centrale del forno già caldo e cotta a 180 °C in modalità statica, oppure a 160 °C ventilata, per circa 40 minuti. A metà cottura conviene spostarla sul ripiano più basso per 10 minuti, così il calore raggiunge bene anche la base.

Negli ultimi 5 minuti si distribuiscono sulla superficie 2 cucchiai di salsa, un’ulteriore spolverata di parmigiano e si porta il forno a 200 °C con funzione gratinatura. La cottura termina quando compare una crosta dorata; prima di servirla, però, la parmigiana deve raffreddarsi e stabilizzarsi.


Come preparare melanzane e condimento

La mozzarella va tagliata in fette da circa 5 mm e asciugata con cura usando un canovaccio pulito. Se contiene molta acqua, è preferibile strizzarla delicatamente. Nel frattempo si prepara una salsa densa: si può insaporire l’olio con uno spicchio d’aglio leggermente schiacciato oppure con cipolla tritata finemente.

Dopo il soffritto si unisce la passata di pomodoro, diluendo ciò che resta nella bottiglia con 3 dita d’acqua. Si aggiungono 2 foglie di basilico e si lascia sobbollire con il coperchio, a fiamma molto bassa, per circa 20 minuti. Negli ultimi minuti il sugo deve cuocere scoperto; quindi si regola di sale e si mette da parte.

Le melanzane vanno lavate, private delle estremità e affettate per il lungo, ottenendo rondelle o fette spesse 4-5 mm. Quelle fresche e dolci non hanno bisogno di essere messe sotto sale; se invece risultano amare, si sistemano a strati con poco sale grosso, si lasciano riposare per circa 30 minuti, poi si sciacquano e si asciugano molto bene.

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La frittura si svolge in una padella ampia e colma d’olio. Ogni fetta richiede complessivamente circa un minuto e mezzo, girandola una sola volta. Una volta tolte dal fuoco, le melanzane devono essere appoggiate su carta assorbente e tamponate su entrambi i lati: eliminare l’olio in eccesso aiuta a ottenere un risultato gustoso ma non pesante.


Strati ordinati, risultato perfetto

Quando tutti gli ingredienti sono freddi, si può procedere alla composizione, anche il giorno seguente. Sul fondo della teglia si versano 2 mestoli di salsa, poi si copre con le melanzane disposte ravvicinate, senza lasciare spazi vuoti.

Si prosegue con mozzarella sgocciolata, basilico e 2 cucchiai di parmigiano. Un mestolo di pomodoro copre il primo livello, dopodiché si ripetono gli strati seguendo la sequenza di melanzane, mozzarella, basilico, parmigiano e salsa.

La parte superiore si completa con melanzane, pomodoro, parmigiano e basilico. Il riposo è importante quanto la cottura: lasciando trascorrere almeno 3-4 ore, le porzioni rimangono più compatte e gli strati non scivolano al momento del taglio.


Una ricetta legata al Sud

La parmigiana è una preparazione tipica della cucina meridionale, ma la sua paternità resta contesa soprattutto tra Campania e Sicilia. Le prime tracce scritte portano nella Napoli tra il Settecento e l’Ottocento: nel Cuoco Galante, Vincenzo Corrado parlava già di ortaggi preparati “alla parmigiana”.

Nella Cucina teorico-pratica, Ippolito Cavalcanti descrisse poi le “molignane a la parmisciana”, con melanzane fritte disposte nella teglia insieme a formaggio, basilico e salsa di pomodoro. La mozzarella sarebbe comparsa nelle edizioni successive, avvicinando quella preparazione alla versione oggi più conosciuta.

Anche il nome non ha un’origine certa. Una spiegazione lo avvicina al termine siciliano “parmiciana”, usato per indicare i listelli sovrapposti delle persiane, che ricorderebbero la disposizione delle fette. Nel tempo ogni famiglia e ogni territorio ha sviluppato una propria variante.

Nella memoria familiare, questa ricetta richiama i mercati di Antignano, le melanzane acquistate in grandi quantità durante l’estate e il sugo lasciato cuocere lentamente. Il basilico spezzato con le mani, la frittura e le prime fette assaggiate ancora prima dell’assemblaggio fanno parte dello stesso rituale, così come l’attesa necessaria prima di affondare il coltello nella teglia.

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