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Food 1 min di lettura8 ore fa

Oltre 700 km di muretti: il volto nascosto del vino trentino

Tra pendii ripidi, pietra e vigneti, una valle del Trentino costruisce da secoli una fisionomia enologica che va oltre il Müller Thurgau.

C’è una parte del Trentino ancora poco conosciuta che racconta la propria storia attraverso più di 700 chilometri di muretti a secco. È un paesaggio modellato nel tempo, dove i vigneti salgono lungo i pendii e la pietra accompagna ogni passaggio della coltivazione.


Una valle scolpita nella pietra

La presenza dei muretti non è soltanto un tratto distintivo del panorama. Quelle strutture testimoniano il lavoro accumulato nei secoli per rendere produttivo un territorio segnato dalla verticalità e dalle differenze di quota.

Tra vigne e pendii, la valle conserva così un’identità costruita sul rapporto diretto tra ambiente e attività agricola. La pietra diventa parte della memoria del luogo, insieme alle coltivazioni che ne hanno definito il paesaggio.

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Oltre il Müller Thurgau

Il nome del Müller Thurgau non esaurisce il racconto enologico di questa zona. Il territorio rivendica infatti una fisionomia più ampia, legata alla conformazione della valle e alla lunga trasformazione dei suoi versanti.

La sua identità nasce dall’intreccio tra quota, vigneti e opere in pietra realizzate nel corso delle generazioni. Un patrimonio che oggi cerca di affermarsi con maggiore chiarezza, portando alla luce una valle rimasta a lungo ai margini della notorietà.

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