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Food 1 min di lettura25 set

Musubi, il sakè che divide il Giappone: il gusto che incuriosisce

Terada Honke produce Musubi con riso integrale germogliato e fermentazione spontanea, ottenendo un sakè dal profilo acido e tutt’altro che consensuale.

C’è un sakè in Giappone che non cerca di piacere a tutti. Si chiama Musubi e la sua fama nasce proprio da una caratteristica insolita: un sapore acido, capace di suscitare reazioni molto diverse tra chi lo assaggia.


Un gusto lontano dalla tradizione più morbida

Alla base di Musubi c’è il riso integrale lasciato germogliare. La preparazione prosegue con una fermentazione spontanea, elemento che contribuisce a definire il carattere particolare della bevanda.

Il risultato è un sakè dal profilo deciso, non immediatamente accomodante. È questo tratto a renderlo riconoscibile e a spiegare la sua reputazione controversa.

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Terada Honke rivendica la sua unicità

A produrlo è Terada Honke, che lo ha descritto come “il sakè più cattivo del Paese”. L’espressione richiama il suo gusto aspro e la divisione che crea tra gli assaggiatori.

Proprio la sua natura divisiva ha alimentato la curiosità intorno a Musubi. Per alcuni è un difetto, per altri il motivo principale per cui vale la pena provarlo.

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