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Food 3 min di lettura3 giorni fa

McDonald’s sfida KFC: la svolta sul pollo vale 1,5% entro il 2030

Il colosso degli hamburger punta su pollo e bevande per reagire ai rincari della carne bovina e intercettare i gusti della Generazione Z.

Il pollo sta conquistando spazio nei menu e nelle abitudini dei consumatori, mentre il prezzo della carne bovina continua a pesare sui conti della ristorazione veloce. McDonald’s ha deciso di assecondare questa trasformazione senza abbandonare i suoi prodotti storici: entro il 2030 vuole aumentare dell’1,5% la propria quota globale nel comparto del pollo e ottenere lo stesso incremento nel mercato delle bevande.


La Generazione Z cambia il menu

Nel Regno Unito, i dati raccolti da Mintel fotografano con chiarezza il cambiamento. Nel 2025 il 39% dei consumatori ha frequentato ristoranti specializzati in piatti a base di pollo, contro il 37% registrato nel 2023. Tra gli appartenenti alla Generazione Z il dato sale invece al 52%, a poca distanza dal 56% delle pizzerie.

A spingere la tendenza sono soprattutto le proposte di pollo fritto, sempre più apprezzate dai giovani. Catene come KFC, Popeyes e Wingstop beneficiano di questa domanda, mentre anche marchi di ispirazione asiatica, tra cui Wagamama, contribuiscono a rendere più affollato il terreno un tempo dominato da hamburger e pizza.


McDonald’s prepara il contrattacco

Chris Kempczinski, presidente e amministratore delegato di McDonald’s, ha illustrato agli investitori le dimensioni della sfida a maggio. Oggi la catena controlla una quota compresa tra il 15 e il 19% del mercato del pollo, mentre nel segmento bovino raggiunge circa il 45%. Il primo, però, è più grande e cresce a una velocità doppia rispetto a quello della carne rossa.

L’azienda vuole quindi ampliare l’offerta senza rinnegare la propria identità. Kempczinski ha riassunto la strategia sostenendo che “McDonald’s ha scala ineguagliabile, la conoscenza dei clienti, la fedeltà al marchio e le capacità operative non solo per adattarsi alla prossima ondata di cambiamento nel nostro settore, ma per trasformarla in un vantaggio”.

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Rincari e margini spingono la svolta

La pressione economica rende il riposizionamento ancora più urgente. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito il costo della carne bovina è aumentato di oltre il 20%, mentre anche l’energia incide sui profitti dei franchisee. Il pollo, al contrario, presenta costi inferiori ed è spesso considerato dai clienti un’alternativa più salutare.

Secondo Peter Backman, analista indipendente della ristorazione, l’aumento del prezzo del bovino può frenare il mercato dei burger. Una maggiore scelta di pietanze a base di pollo permetterebbe invece a McDonald’s di vendere di più ai clienti già acquisiti e sottrarre spazio agli altri operatori del fast food. Anche le bevande hanno un ruolo preciso nel piano, perché in genere assicurano margini più elevati.


Investimenti e una sfida più ampia

Per accompagnare il cambiamento, la società ha messo in programma circa 8,5 miliardi di dollari. Le risorse serviranno a sostenere gli affiliati nelle spese per gli affitti e nella ristrutturazione dei ristoranti, con l’obiettivo di rendere la rete più moderna e adatta alla nuova strategia.

Il confronto con KFC appare inevitabile, ma la trasformazione del settore riguarda l’intera ristorazione. Nel Regno Unito, l’amministratore delegato di Domino’s Pizza Group aveva sostenuto che il consumo di pizza stesse arrivando a un limite e che fosse necessario arricchire il menu con più pollo. Si è dimesso poco dopo, ma l’idea di diversificare l’offerta resta al centro delle scelte dei grandi marchi.

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