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Food 2 min di lettura22 ore fa

Banana anti-annerimento: in Europa potrebbe arrivare nel 2028

La varietà modificata con Crispr-Cas9 promette di limitare gli sprechi, ma il via libera europeo richiederà ancora diversi passaggi

Il debutto europeo della banana che conserva il colore dopo essere stata tagliata non è imminente: il nuovo quadro sulle tecniche di miglioramento genetico dovrebbe diventare applicabile soltanto a metà del 2028. La varietà sviluppata da Tropic, società biotecnologica del Regno Unito, dovrà quindi attendere l’evoluzione delle regole comunitarie prima di poter entrare nei mercati dell’Unione.


L’Europa prepara regole più snelle

Nel 2026 il Parlamento Europeo ha approvato il nuovo impianto normativo dedicato alle New Genomic Techniques, dopo l’adozione della posizione del Consiglio il 21 aprile e il voto dell’Europarlamento del 17 giugno. Il regolamento deve ancora essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale e molte disposizioni prevedono una fase transitoria di 24 mesi.

È probabile che queste banane vengano considerate NGT-1, la categoria riservata agli interventi di miglioramento genetico ritenuti meno invasivi. Per questi prodotti è previsto un percorso più semplice rispetto a quello applicato agli OGM, che nell’Unione Europea restano soggetti alle attuali limitazioni. La riforma ha comunque suscitato critiche: Slow Food e altri oppositori hanno definito le nuove tecniche una forma di “nuovi OGM”.


Il prodotto è già pronto per altri mercati

Tropic ha ricevuto autorizzazioni normative in 10 Paesi, tra cui Giappone, Brasile e Filippine. Per rifornire queste aree sono già state avviate coltivazioni in America Latina, segno che il progetto commerciale è più avanti fuori dall’Europa.

Nel Regno Unito, invece, l’iter non è ancora concluso. Il Department for Environment, Food and Rural Affairs ha dato il proprio via libera la settimana scorsa, ma ora spetta alla Food Standards Agency valutare la sicurezza alimentare. I tempi per questa fase rimangono incerti e, al momento, nessun organismo ottenuto con tecniche di miglioramento di precisione è stato ancora autorizzato alla vendita in Inghilterra.

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Una banana pensata contro gli sprechi

L’obiettivo principale è rallentare il deterioramento della polpa, soprattutto nella frutta già sbucciata e tagliata destinata alle macedonie pronte. Tropic sostiene che il nuovo prodotto potrebbe abbattere di oltre il 25% gli sprechi alimentari e le emissioni equivalenti di CO2 lungo la filiera.

Il problema riguarda in particolare supermercati e aziende che preparano confezioni di frutta fresca. Secondo uno studio del governo britannico, ogni giorno vengono eliminate 1,4 milioni di banane ancora commestibili: una parte potrebbe essere recuperata se il frutto mantenesse più a lungo il suo aspetto originale.


Come viene fermato l’imbrunimento

La società ha utilizzato Crispr-Cas9, una tecnica di editing genetico, intervenendo su tutte e tre le copie di un singolo gene presente nella banana. La modifica riduce la produzione della polifenolossidasi, l’enzima coinvolto nel processo che fa scurire la polpa quando il frutto viene tagliato o danneggiato.

Secondo le informazioni disponibili, il sapore dovrebbe restare uguale a quello delle banane tradizionali. La differenza riguarderebbe soprattutto la capacità di mantenere più a lungo un colore chiaro, caratteristica utile per le preparazioni pronte al consumo e per diminuire le perdite nei punti vendita.

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