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Food 1 min di lettura2 ore fa

Il debito diventò leggenda: così nacque l’Harry’s Bar

Nel 1931 una somma restituita da un cliente americano permise di avviare a Venezia un locale destinato a entrare nella storia, tra celebrità e cocktail celebri.

Una storia nata da un gesto di fiducia si trasformò in uno dei capitoli più noti della ristorazione veneziana. Nel 1931, il denaro restituito da un cliente americano rimasto senza risorse rese possibile l’apertura dell’Harry’s Bar, destinato a diventare un punto di riferimento internazionale.

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Un prestito all’origine del locale

Prima ancora della fama, ci fu una somma di 10mila lire. Il denaro era stato prestato a un americano in difficoltà economiche, che in seguito lo restituì: quella cifra fornì la base per avviare il locale a Venezia.

L’Harry’s Bar sarebbe poi diventato molto più di un semplice esercizio. La sua nascita, legata a un debito saldato, è rimasta al centro della storia del bar e ne ha accompagnato l’identità fin dagli inizi.

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Da Venezia alla storia del Novecento

Nel corso degli anni, il locale accolse numerosi protagonisti del Novecento. Tra i suoi frequentatori figurano Ernest Hemingway e Charlie Chaplin, insieme a molte altre personalità attirate dalla fama dell’indirizzo veneziano.

All’Harry’s Bar sono inoltre legati due simboli della cultura gastronomica italiana: il Bellini e il carpaccio. Il primo è diventato uno dei cocktail più conosciuti, mentre il secondo ha consacrato il nome del locale anche nella storia della cucina.

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