Da Nennella si prenota, ma il rito della fila non sparisce
La trattoria napoletana apre per la prima volta alle prenotazioni online, però conserva metà dei coperti a chi arriva senza tavolo e aspetta il proprio turno.
È un compromesso pensato per far convivere abitudini storiche e nuove esigenze: da un lato i clienti possono scegliere un orario, dall’altro chi si presenta di persona continua a trovare posto. Nennella ha così cambiato una regola rimasta intatta per decenni, senza però cancellare la sua coda più famosa.
La nuova formula dei tavoli
Per la prima volta il locale accetta le prenotazioni via internet, ma solo fino a 15 giorni prima e per un massimo di 16 persone. Metà dei coperti resta comunque fuori da questo sistema, così da lasciare spazio a chi entra direttamente in piazza Carità e si mette in lista.
Se il gruppo prenotato arriva in ritardo, il tavolo viene trattenuto soltanto per 10 minuti oltre l’orario fissato; dopo, la sala può riassegnarlo. La scelta mira a rispondere alle richieste di chi voleva evitare l’attesa, senza rinunciare del tutto all’accesso spontaneo che ha sempre distinto la trattoria.
Un’identità costruita sulla confusione
Alle origini di Nennella c’è la storia di Elisabetta, detta “Nennella”, che nel 1949 avviò nei Quartieri Spagnoli un’attività piccola ma già molto riconoscibile. All’inizio vendeva whisky agli americani e serviva ai netturbini, all’alba, piatti semplici e sostanziosi come zuppa di trippa e pasta e fagioli.
Poi la gestione passò a Pasquale Vitiello, figlio di Elisabetta, affiancato dalla moglie Concetta. I figli Ciro e Mariano, però, non erano inclini ad aiutare in cucina, e Don Pasquale finiva spesso per richiamarli alzando la voce; in qualche occasione, racconta la leggenda del locale, volavano anche pentole e mestoli tra le risate dei clienti.
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Il rito che ha reso celebre la trattoria
Quella baraonda è diventata nel tempo parte del personaggio di Nennella. Ancora oggi i camerieri mettono in scena scherzi e movimenti frenetici, mentre i piatti arrivano con la stessa atmosfera rumorosa che ha trasformato il pranzo in uno spettacolo popolare.
Anche con l’introduzione delle prenotazioni, il menu resta legato ai piatti più noti della casa. Tra i richiami più forti ci sono la pasta e patate con provola e pancetta e il baccalà fritto, due specialità che continuano a richiamare clienti nonostante l’attesa all’ingresso.
Lo chef Daniele ha spiegato che la decisione nasce dalle numerose richieste ricevute e dalla nuova sede di piazza Carità, più scomoda da raggiungere rispetto ai Quartieri Spagnoli. Per questo, ha detto, nel 2026 era necessario adeguarsi, pur conservando la parte di sala dedicata a chi preferisce la vecchia fila.
A suo giudizio, il locale deve restare fedele alla propria funzione di trattoria popolare. Per questo metà dei posti continuerà a essere assegnata sul momento: è il modo scelto per non spezzare il legame con il pubblico che, da sempre, identifica Nennella come un posto di tutti.
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