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Catarratto al Nord: la scommessa di Guzzo contro la glera

L’enologo siciliano propone di coltivare il vitigno in Veneto e sostiene che potrebbe esprimersi meglio rispetto alle aree in cui è stato finora valorizzato.

Portare il catarratto in Veneto per metterne alla prova le potenzialità: è la proposta avanzata dall’enologo siciliano Tonino Guzzo. Secondo la sua valutazione, il vitigno potrebbe trovare al Nord condizioni più adatte e arrivare a risultati superiori rispetto a quelli ottenuti in Sicilia.

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La sfida alla glera veneta

Guzzo ritiene che il catarratto, se coltivato in Veneto, potrebbe offrire prestazioni migliori della glera, uva legata alla produzione del Prosecco. La sua non è soltanto una difesa del patrimonio viticolo siciliano, ma una provocazione che invita a ripensare il rapporto tra varietà e territorio.

L’enologo sostiene infatti che il potenziale del catarratto non sia stato ancora sfruttato pienamente. La coltivazione in un ambiente diverso da quello d’origine, secondo la sua ipotesi, potrebbe rivelare caratteristiche oggi rimaste in parte nascoste.

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«Lo chardonnay della Sicilia»

Per descrivere il valore del vitigno, Guzzo lo paragona allo chardonnay e lo definisce «lo chardonnay di Sicilia». A suo giudizio, il catarratto è stato per lungo tempo allevato in zone poco adatte e impiegato senza valorizzarne davvero le qualità.

La proposta di trasferirlo in Veneto nasce quindi dalla convinzione che il problema non sia soltanto l’uva, ma anche il modo e il luogo in cui viene coltivata. La scommessa dell’enologo è che un contesto differente possa consentire al catarratto di esprimersi meglio di quanto abbia fatto finora.

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