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Food 3 min di lettura6 ore fa

Basilico contro ansia e depressione? Cosa dice davvero lo studio

Un piccolo studio segnala possibili benefici di un estratto concentrato insieme alla sertralina, ma non autorizza a sostituire farmaci o psicoterapia.

Il profumo del basilico può evocare sensazioni piacevoli, ma la ricerca scientifica non ha ancora dimostrato che una foglia aggiunta alla pasta possa combattere ansia o depressione. Un nuovo studio, pubblicato su Brain and Behavior, ha tuttavia osservato effetti incoraggianti usando una preparazione molto diversa dal comune ingrediente da cucina: un estratto concentrato somministrato insieme a un antidepressivo.

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Un possibile aiuto, non una cura

La sperimentazione ha coinvolto 60 adulti tra 18 e 65 anni con disturbo depressivo maggiore e livelli clinicamente significativi di ansia. Per quattro settimane, tutti hanno ricevuto sertralina, un farmaco appartenente alla categoria degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: al primo è stato dato anche uno sciroppo a base di estratto di basilico, mentre al secondo è stato somministrato un prodotto privo del principio attivo. Entrambi i gruppi hanno mostrato progressi, ma la riduzione dei punteggi relativi ad ansia e depressione è risultata più marcata tra coloro che avevano assunto l’estratto.

La psichiatra Jasmine Sawhne ha però ridimensionato la portata dei risultati: «È una prova preliminare interessante per il basilico come possibile trattamento complementare, non la dimostrazione che possa curare o rimpiazzare le terapie consolidate». La ricercatrice ha ricordato che lo studio era limitato nel numero dei partecipanti, breve e condotto in singolo cieco.


L’estratto non è quello da cucina

Il prodotto testato non coincideva con il basilico fresco, essiccato o normalmente utilizzato nelle ricette. Le foglie secche erano state trattate con una soluzione idroalcolica al 70%, ottenendo una miscela molto più concentrata e differente, per quantità e composizione, rispetto a quella presente in un piatto di pasta o in un pesto.

Questo aspetto è centrale perché, al momento, non esistono prove che il consumo gastronomico del basilico riduca i sintomi depressivi o ansiosi. Anche acquistare un estratto concentrato non equivale però a replicare automaticamente il protocollo della ricerca: dosaggio, preparazione e contesto clinico possono cambiare completamente gli effetti.

La presenza del caratteristico aroma e del sapore della pianta potrebbe inoltre avere reso più facile intuire quale trattamento stessero ricevendo i partecipanti. Secondo Sawhne, questo elemento rappresenta una possibile fonte di condizionamento e conferma la necessità di studi più ampi, più lunghi e meglio controllati.

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Restano ignoti i meccanismi

Il basilico contiene sostanze come linalolo, eugenolo e acido rosmarinico, già osservate in ricerche di laboratorio e sugli animali per la loro possibile interazione con i processi legati allo stress e all’umore. Non è però ancora chiaro quale componente, o quale combinazione di componenti, possa aver contribuito ai risultati rilevati.

Tra le ipotesi c’è un’azione sul GABA, un messaggero chimico coinvolto nella riduzione dell’attività del sistema nervoso. Lo studio, tuttavia, si è limitato a valutare i punteggi dei sintomi: non ha analizzato l’attività del GABA, altri neurotrasmettitori, i marcatori dell’infiammazione, il BDNF o l’attività cerebrale.

Il dottor Zishan Khan ha quindi invitato a non trarre conclusioni eccessive: «L’interesse prudente è la conclusione corretta, non un cambiamento nelle cure». In altre parole, la ricerca suggerisce soltanto che questa specifica preparazione merita ulteriori verifiche come aggiunta alla terapia standard.


Nessuna interruzione delle terapie

Poiché tutti i volontari assumevano sertralina, il lavoro non dimostra che il basilico possa funzionare da solo né che possa sostituire antidepressivi, psicoterapia o valutazioni professionali. Chi è già seguito per problemi di salute mentale non dovrebbe modificare o sospendere il trattamento sulla base di questi dati.

Khan ha sintetizzato la raccomandazione invitando a continuare a usare il basilico come alimento, senza trasformarlo in un’alternativa all’assistenza sanitaria. Per ora, dunque, lo studio apre una possibile pista di ricerca: servono nuove conferme prima di poter parlare di un vero effetto antidepressivo.

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