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Food 3 min di lettura29 set

Bar italiani, la nuova mappa: 57 al vertice e 10 debutti

La guida 2027 del Gambero Rosso recensisce 912 locali, introduce una valutazione unica e premia Gilli di Firenze come Bar dell’Anno.

Sono 57 i locali arrivati al massimo livello nella nuova guida dedicata ai bar italiani, ma la vera novità riguarda soprattutto i dieci ingressi inediti tra le Tre Tazzine. Il riconoscimento principale assegnato alla singola insegna va invece a Gilli di Firenze, storico caffè fondato nel 1733 e premiato come Bar dell’Anno.

L’edizione 2027, presentata a Milano e realizzata con illycaffè, comprende 912 indirizzi, 140 dei quali sono nuovi. Cambia anche il metodo di giudizio: la qualità del caffè e quella dell’offerta gastronomica non vengono più considerate separatamente. Un solo simbolo, la Tazzina, valuta ora l’esperienza complessiva con un punteggio da uno a tre.


Gilli conserva la storia e cambia passo

Già presente da tempo nell’elenco delle eccellenze, Gilli ha ottenuto il Premio speciale illy Bar dell’Anno per la capacità di proteggere la propria identità senza rinunciare all’aggiornamento. Il locale di piazza della Repubblica, affidato oggi alla famiglia Valenza, ha rinnovato gli ambienti all’inizio del 2026.

La proposta combina il servizio curato e l’eleganza della sede con una pasticceria legata alla tradizione fiorentina, piatti costruiti secondo la stagionalità e una sezione dedicata alla miscelazione. Il riconoscimento valorizza dunque sia la continuità storica sia l’evoluzione dell’offerta.


Dieci nuovi ingressi al vertice

Per la prima volta conquistano le Tre Tazzine La Corte Romanengo di Genova, Pan di Milano, Allegra e Forno Brisa di Bologna, Barnum Café e Walter Musco di Roma. Nell’elenco entrano inoltre Bistrot Zì Rosa di Sant’Anastasia, DaMa Italian Bakery di Bari, Charleston Café e Morettino Caffè di Palermo.

La guida assegna anche il premio Bar e Territorio a Pane & Marmellata di Lucca. Il locale lavora in un laboratorio a vista e utilizza frutta, verdura e altre materie prime provenienti dalla fattoria aziendale e dalla zona: dai salumi di Gombitelli ai prodotti della Garfagnana, dai formaggi della Valle del Serchio ai vini delle colline vicine.

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Le altre insegne premiate

Il riconoscimento Novità dell’Anno è stato attribuito a Manì di Rimini, aperto nell’aprile 2026 all’interno del Savoia Hotel. Il progetto dello chef Mariano Guardianelli, conosciuto anche per Abocar Due Cucine, mette insieme caffè di alta specializzazione, pasticceria contemporanea, lievito madre e lavorazioni prolungate. La proposta comprende inoltre colazione-pranzo, piatti leggeri, cocktail e piccoli assaggi.

Per i 40 anni del Gambero Rosso è stato introdotto il premio dedicato ai “Bar che hanno fatto la storia”. Le sei insegne selezionate sono Caffè Mulassano di Torino, Gran Caffè Quadri e Harry’s Bar di Venezia, Caffè Sicilia di Noto, Pavé di Milano e Ditta Artigianale di Firenze.

Tra queste realtà figurano locali legati a svolte importanti della cultura del bar: Mulassano è associato alla nascita del tramezzino, mentre Harry’s Bar ha visto nascere il Carpaccio e il cocktail Bellini. Caffè Sicilia ha rinnovato il rapporto tra territorio, frutta e confine tra dolce e salato; Pavé ha ripensato il modello della colazione e Ditta Artigianale ha contribuito alla diffusione del caffè di alta specializzazione.


Una guida ripensata dopo 27 anni

La pubblicazione arriva alla sua ventisettesima edizione e racconta un settore molto più ampio rispetto al primo volume, uscito nel 2000 con poco più di 200 indirizzi. Nel frattempo alcuni locali storici hanno chiuso, mentre altri hanno cambiato identità o sono nati seguendo nuove contaminazioni, rivolgendosi anche a un pubblico internazionale.

Il Gambero Rosso ha rinnovato anche il formato della guida: l’edizione cartacea è più essenziale e orientata alla divulgazione, mentre quella digitale è consultabile gratuitamente dopo la registrazione e viene aggiornata con maggiore facilità. La nuova scala basata sulle Tazzine accompagna questo cambiamento e punta a restituire una lettura unitaria dell’esperienza offerta da ogni locale.

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