Welfare familiare, la certificazione che può valere 150mila euro
Le imprese con misure per genitori, caregiver e flessibilità potranno ottenere riconoscimenti, vantaggi negli incentivi e una riduzione dei contributi
Per le imprese, il nuovo attestato non rappresenta soltanto un possibile taglio del costo del lavoro. Il riconoscimento può infatti rafforzare l’immagine aziendale, rendere più semplice attrarre personale e aiutare a mantenere le risorse già presenti.
La certificazione dovrebbe inoltre offrire un titolo preferenziale nella partecipazione a misure di sostegno finanziate dal settore pubblico. Il beneficio reputazionale si aggiunge quindi a quello economico, in un contesto nel quale le politiche per famiglie e lavoratori con responsabilità di cura diventano un elemento di valutazione per le aziende.
Uno sconto contributivo fino a 50mila euro
Il meccanismo prevede una riduzione dell’1% sui contributi previdenziali dovuti all’Inps, con un tetto massimo di 50mila euro ogni anno per ciascuna impresa. Considerando che l’attestazione e l’agevolazione hanno durata triennale, il vantaggio teorico può arrivare a 150mila euro complessivi.
Le risorse disponibili non sono però illimitate. La dotazione ammonta a sette milioni nel 2026 e a 12 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028; qualora le domande superassero la capienza annuale, l’importo riconosciuto alle aziende sarebbe ridimensionato fino a esaurimento dei fondi.
Quali misure saranno valutate
Potranno puntare al riconoscimento le realtà che hanno introdotto, o stanno progettando, soluzioni per rendere più elastici gli orari e sostenere la genitorialità. Tra gli interventi considerati rientrano anche quelli rivolti ai caregiver e il potenziamento dei servizi di welfare destinati ai nuclei familiari.
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La verifica sarà svolta secondo la prassi Uni/Pdr 192:2026 da un soggetto dotato del necessario accreditamento. Il superamento della valutazione consentirà di collegare le iniziative aziendali di conciliazione tra vita privata e occupazione sia alla riduzione contributiva sia alle altre forme di premialità.
Accreditamento, il passaggio decisivo
È atteso per oggi il comitato di delibera di Accredia, l’ente italiano di accreditamento. L’organismo dovrebbe individuare i primi soggetti autorizzati a esaminare le imprese e a rilasciare loro l’attestazione: si tratta del passaggio operativo ancora necessario per rendere pienamente accessibile il nuovo sistema.
Il Dipartimento per le politiche della famiglia punta a vedere le prime aziende certificate entro la fine dell’anno. L’obiettivo è anche utilizzare nei tempi previsti gli stanziamenti destinati all’incentivo, facendo partire la procedura dopo l’individuazione degli organismi abilitati.
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