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Economia 2 min di lettura3 giorni fa

Trump cambia rotta sull’auto: la frenata sull’elettrico colpisce anche Musk

La Casa Bianca allenta i requisiti sui consumi dei veicoli, favorendo petrolieri e costruttori mentre gli ambientalisti denunciano un passo indietro

La nuova linea scelta da Donald Trump riapre il conflitto sulla transizione verso la mobilità elettrica negli Stati Uniti. La sua amministrazione ha presentato standard meno severi per i consumi di carburante, allontanandosi dalle regole ambientali introdotte negli anni precedenti.

La decisione ha anche un risvolto politico ed economico: rischia di danneggiare Tesla, guidata da Elon Musk, che resta il principale produttore di veicoli elettrici e uno dei sostenitori più rilevanti del presidente.


La Casa Bianca allenta i vincoli

Il nuovo assetto riduce gli obiettivi di efficienza richiesti ai motori e rallenta il percorso verso una maggiore diffusione delle automobili elettriche. In questo modo, per i produttori diventa meno urgente adeguare l’offerta a standard più restrittivi sul consumo di carburante.

La scelta rappresenta una retromarcia rispetto all’impostazione più attenta all’ambiente seguita dall’amministrazione Biden. Il cambio di direzione incide così sull’eredità normativa della precedente presidenza e modifica il quadro nel quale operano le aziende automobilistiche.


Tesla perde una sponda decisiva

Tra i possibili effetti della misura c’è una pressione maggiore sul settore dei veicoli elettrici, nel quale Tesla occupa una posizione centrale. L’allentamento delle regole può ridurre il vantaggio competitivo legato alla produzione di auto meno dipendenti dai carburanti tradizionali.

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La decisione appare quindi in contrasto con gli interessi dell’azienda guidata da Musk, nonostante il rapporto politico tra il presidente e l’imprenditore. A beneficiare della svolta possono essere soprattutto le compagnie petrolifere e i costruttori ancora concentrati sui veicoli con motore tradizionale.


La protesta degli ambientalisti

Le associazioni ambientaliste hanno contestato il provvedimento, interpretandolo come un arretramento nella lotta alle emissioni e nella trasformazione del sistema dei trasporti. La loro opposizione si inserisce nel più ampio confronto sul futuro della mobilità negli Stati Uniti.

Con gli standard rivisti, la transizione verso l’elettrico perde uno dei principali strumenti regolatori costruiti negli anni precedenti. Il provvedimento segna così una nuova fase della politica energetica e industriale americana, più favorevole ai carburanti tradizionali.

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