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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Manovra, il nodo dei 14 miliardi: energia, ecobonus e difesa

Palazzo Chigi deve ridisegnare gli spazi di spesa dopo il mancato via libera europeo: sul tavolo anche l’ecobonus al 65% e possibili riduzioni per la difesa.

La manovra si trova davanti a un quadro finanziario diverso da quello ipotizzato appena due mesi fa. Il mancato superamento della procedura per deficit eccessivo ha ristretto e insieme ridisegnato il margine concesso dall’Europa, costringendo il governo a rivedere le priorità.

Al centro del confronto ci sono le risorse aggiuntive per l’energia e la transizione ecologica, insieme alla necessità di definire gli interventi sul comparto della difesa. La cifra indicata per la flessibilità destinata alle misure ambientali è di 14 miliardi.


Il margine europeo cambia forma

A Palazzo Chigi si lavora alla nuova delimitazione degli spazi di bilancio. L’impostazione precedente, elaborata quando sembrava possibile uscire dalla procedura europea, non viene più considerata attuale alla luce dell’ultimo passaggio sui conti pubblici.

Il governo dovrà quindi stabilire quanto spendere e in quali settori concentrare le risorse. La discussione riguarda soprattutto gli interventi legati all’energia, ma si intreccia anche con le esigenze finanziarie della difesa.

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Ecobonus e difesa restano in bilico

Tra i punti ancora da definire c’è la conferma dell’ecobonus al 65%. La misura rientra nel pacchetto di interventi collegati alla sostenibilità e potrebbe essere finanziata attraverso la flessibilità destinata agli investimenti verdi.

Parallelamente, sul tavolo compaiono ipotesi di riduzione delle spese per la difesa. Il quadro sarà esaminato in un vertice con Giorgia Meloni, chiamato a mettere in ordine conti pubblici e linee della prossima manovra.

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